Osteria Due Gobbi presenta: Charles Flamminio!

By 9 Maggio 2017Eventi

La settimana scorsa vi siete dimenticati qualcosa per caso? Secondo me sì, e per farvi rodere stile Rockerduck vi ricordo che c’è stato un super appuntamento in un super locale con un super barman: Charles Flamminio!

Charles Flamminio
Per la precisione mercoledì scorso è andata in scena presso l’Osteria Due Gobbi a Ferrara l’ultimo incontro delle serate stile “parlatepiano” con appunto come ospite d’eccezione Charles Flamminio.

Charles Flamminio
Andando con ordine vi racconto questa bella pagina di bartending ferrarese creata dai ragazzi dei Due Gobbi: tutto iniziò l’anno scorso, in cui si decise di dedicare una serata a settimana al “berebene”, con coscienza, responsabilità e soprattutto con tecniche molto avanzate di miscelazione.
L’”head bartender” dei Due Gobbi è Luigi Stocco: prima di tutto è un mio carissimo amico, inoltre è da riconoscergli una passione sfegatata (al limite della ossessione stile Uomo Gatto in Sarabanda) verso tutto ciò che circonda il mondo del bar.

Charles Flamminio

Per la propria professione di barista, Luigi Stocco si ispira liberamente al bartender che compare in Shining

 

Charles Flamminio

Trova le differenze.

Insieme ad importanti apporti esterni come Andrea Minarelli, una delle più giovani promesse all’interno del mondo cocktail italiano:

Charles Flamminio

Andrea e Denise che lavorano. Più o meno.

ai colleghi, primi fra tutti il bellissimo Davide Viale:

Charles Flamminio

Ragazze calmatevi, è fidanzato, off limits

e ai fantastici titolari Denise e Nicola:

Charles Flamminio

In questa foto avete il privilegio di ammirare tutto il fascino di Nicola Zanotti

l’Osteria Due Gobbi è stata in grado di creare ogni sette giorni una lista cocktail di tutto rispetto, con ingredienti e tecniche degne delle migliori piazze italiane (a me viene fuori un drink decente ogni 7 anni).
Ogni settimana il tema era diverso, quindi si potevano sorseggiare drink ispirati a:
Giro del mondo (es. Perù = Pisco, pompelmo, lime, sangue morlacco, angostura, albume)
Sette vizi capitali (es. Lussuria= Vodka infusa con peperoncino, Creme de Cacao, limone, sciroppo di vaniglia, albume)
L’Oriente (es. Wan-Chai Daiquiri = Rum Mix, liquore di camomilla, acido citrico, sciroppo di zenzero cinese)

Al termine di questo autunno/inverno decisamente alcolico, i ragazzacci dei Due Gobbi hanno scelto di chiamare come “Guest Star” il celebre barman Charles Flamminio.

Charles Flamminio
Se non lo conoscete (male male) vi illumino velocemente io: Charles nasce anni or sono in Molise (non preoccuparti! Se non siete al corrente della Regione Molise clicca qui!) ed inizia la sua carriera nei bar alla veneranda età di 16 anni per intraprendere una brillante carriera presso importanti locali ed hotel in tutta la penisola italiana.
La caratteristica più intrigante che ho riscontrato bevendo i suoi drink mercoledì scorso è stata il sapiente e calcolato equilibrio tra ingredienti non proprio facili facili da combinare insieme: Mezcal (il cugino figo del tequila, con note spiccatamente affumicate), Chartreuse (antico liquore con più di cento erbe all’interno), Clairin (rum agricoli haitiani con sapori decisi) e via dicendo.
La combinazione creata da Charles ha previsto anche l’utilizzo di molte tecniche particolari, frutto di anni e anni di ricerca e di studi: dalla orzata al basilico, infusioni attraverso tè giapponesi impronunciabili, fino alla creazione di un drink caldo.
Quest’ultimo ha avuto grande successo tra gli avventori ferraresi, alla luce del fatto che il calendario ci dice che siamo a Maggio quasi inoltrato e i termometri sostengono invece l’arrivo imminente di una nuova era glaciale.
Il drink è stato chiamato El Calor ed è stato composto attraverso l’uso di Whiskey, di uno Scotch syrup e di succo di mela limpido.
Il tutto servito caldo dentro ad una vera e propria tazza da tè con tanto di biscottino buonissimo e marmellata.
Idea geniale per nascondere il proprio cavalcante alcolismo la domenica mattina.
Il secondo drink che mi ha colpito molto dal punto di vista gustativo ed olfattivo (sto quasi diventando bravo ad usare questi termini) è stato il Fuego Messicano.

Charles Flamminio

Eccolo qua!

Una sorta di twist (cosa vuol dire twist? Vediamo se siete stati attenti alle ultime lezioni) sul classico margarita, con Mezcal, Gin, Rosolio infuso ai frutti rossi, Lime ed Albumina.
Una vera e propria bomba a mano per le papille gustative.
Altra particolarità che ho notato in Charles, che non c’entra nulla con drink, cocktail e robe astruse da barman, è stata la sua incredibile e innegabile eleganza dei movimenti, delle sue parole e delle sue spiegazioni.
Ad un certo punto quando cominci ad essere nominato tra gli importanti nomi del Gotha italiano del bartending puoi anche permetterti di tirartela un po’, diciamoci la verità.
Ma Charles mi ha colpito per la propria umiltà, passione e dedizione verso il suo lavoro e soprattutto nei confronti dei clienti, sia se seduti al bancone di un importante hotel a 5 stelle oppure se accomodati sugli sgabelli dell’Osteria Due Gobbi a Ferrara.

Charles Flamminio
Ultima annotazione di merito: ho già detto sull’utilizzo di particolari prodotti da parte di Charles, antichi ma di recente riscoperta, e tra questi mi ha positivamente soddisfatto l’utilizzo dello Chartreuse.

Charles Flamminio
Sapete bene, cari seguaci di Ame Al Bar, che ho il grosso difetto di essere sincero, e posso dirvi tranquillamente che a me lo Chartreuse non piace per niente.
Sapori forti, decisi, tipicamente erbacei (130 erbe in infusione, CENTOTRENTA), tra le varie note organolettiche spicca in maniera preponderante la dolcezza del liquore (forse derivante anche dal “modo” di bere dei secoli scorsi, in cui si preferivano prodotti molto zuccherini e dolciastri).
Ma, per fare un parallelismo sportivo, lo Chartreuse sta al mondo del bar come Muhammad Alì sta al mondo dello sport. In altre parole: è una mezza bestemmia criticarlo.
La storia di questo distillato è veramente interessante: nel lontano 1605 dei monaci certosini molto annoiati ricevettero in dono da tal Maresciallo d’Estress un documento contenente l’ “elisir di lunga vita” (stile Indiana Jones).

Charles Flamminio
Attraverso questo documento i frati decisero di mettere in pratica la ricetta ivi contenuta, dando vita al celebre liquore erbaceo francese.
La storia non finisce qui, perché negli anni ne sono successe di cotte e di crude, tra il monastero che deve chiudere, lo zampino di Napoleone che tenta di reperire la formula miracolosa, il “trasloco” della distilleria a Tarragona in Spagna, fino ad arrivare a parlare di un farmacista di Grenoble che mantiene il documento in soffitta senza saperne cosa fare.
A metà dell’800 la ricetta torna finalmente in mano ai frati, che decidono di ricominciare la produzione e oggi giorno sono ancora lì con dei gran pentoloni e dei gran mestoli che girano il loro intruglio erbaceo (a me piace immaginarmeli così, ma probabilmente sbaglio, il fatto è che non potete provare il contrario perché è vietatissimo accedere al Monastero e soprattutto la ricetta contenuta è tenuta segreta più che l’Area 51 in Nevada).

Charles Flamminio
Insomma, che dire! Spero tanto che abbiate goduto dell’ospitalità di Charles Flamminio e dell’Osteria Due Gobbi mercoledì scorso, perché sennò … dovrete tornarci il prima possibile!
W Charles, W i Gobbi, W Ferrara!
Cheers!
AA

Ps. Le foto fighe che vedete durante l’articolo le ha fatte niente popo di meno che Giovanni Maria Pizzato, grande amico e sopratutto grande fotografo, per contattarlo/salutarlo/amarlo clicca qui!

Pps. visto che sono un vero amico, vi saluto con un ultima fotografia del mio barman preferito Luigi:

Charles Flamminio

Ciao Luigi!

 

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