I 5 DRINK PIU’ BEVUTI NEGLI ULTIMI ANNI.

By 26 Settembre 2017Cocktail

Una classifica rapida e veloce per conoscere quali sono i cocktail più richiesti ai banconi dei bar in tutta Italia!

Il primo pensiero del moderno bartender, alla luce della riscoperta di homemade/sciroppi/infusioni eccecc,  è sempre quello di spaccare i c*** alla sera con cocktail ricercati, esotici, particolari, per far esclamare quel “uao” al cliente che fa andare a letto soddisfatti e appagati per la propria ricerca e fantasia.

Ma, purtroppo, la verità è ben un’altra: il cliente medio ha avuto alle spalle una giornata di lavoro stressante, ansiosa, piena di impegni e rotture di scatole da parte del capo o della moglie/marito, e quando entra in un locale l’ultima cosa che vorrebbe è avere davanti il classico barman/hipster che lo assilla a forza di botaniche, profumi e alchimie degne di Mago Merlino.

Classica tenuta del barista/hipster: bretelle, tatuaggi a caso, barbetta da capra.

E, gioco forza, si rilassa andando ad ordinare quello che risulta “semplice” per il suo palato, cioè quello che ha sempre bevuto e ciò di cui è sicuro.

Andando al sodo, quali sono i drink più bevuti dagli italiani negli ultimi anni?

5) MOJITO

L’estate è finita, cominciamo ad accorgercene, ma il Mojito rimane uno di quei caposaldi della miscelazione che non scompare nemmeno il  12 di Febbraio quando fuori si aggirano pinguini e mufloni.

Ricetta veloce, beverina, leggera, che appaga la maggior parte dei gusti e soprattutto quella folla di persone che rimangono indecise fino all’ultimo secondo su cosa sorseggiare il venerdì sera.

Mesi fa ne ho scritto QUI, pertanto non mi dilungherò più di tanto, ma vorrei solo ricordarvi che un buon Mojito non ha 7 litri di rum dentro, non ha menta e lime pestati e se usate il ghiaccio a cubi anziché il classico tritato, tutta Cuba ve ne sarà grata.

4) OLD FASHIONED

Anche su questo drink ho scritto parecchio (clicca qui!), un po’ perché credo sia una meraviglia prepararlo e un po’ perché ne berrei dei secchi anche la domenica mattina.

Un perfetto equilibrio tra whiskey americano, zucchero e bitter angostura che riesce a  rendere la serata più noiosa della Terra un qualcosa di magico.

E’ un drink che si presta ad innumerevoli varianti: cambiate lo zucchero, infondete il whiskey con cioccolata/caffè/amarene/le ceneri della nonna, o se siete molto hard potete benissimo salutare il whiskey ed utilizzare un tequila, un rum particolare, un mezcal eccecc.

Non la vodka magari, ecco.

Aspetto fondamentale: la diluizione del ghiaccio.

Aspetto ancora più importante: capire quando è ora di fermarsi nell’ordinarli.

3) GIN TONIC

Il gin è il distillato che è più esploso negli ultimi anni, lo sappiamo bene. Quando si entra in un locale si è subito attratti da quelle 837.000 bottiglie colorate e luccicanti che ci richiamano come le Sirene nella Odissea.

Sapori forti, mediterranei, orientali, ormai i gin hanno tra le loro botaniche dei prodotti naturali che nemmeno Piero Angela riesce a starci dietro.

Il cliente “medio” va spedito come un treno al bancone e con fare sicuro ordina al 99% un Hendrick’s tonic, o un Gin Mare tonic. Ottimi prodotti, non c’è che dire, ma azzarderei se fossi in lui ad affidarmi al barman per farmi guidare verso altri “lidi” e nuove scoperte alcoliche.

Ps. Il Gordon Gin non è da sottovalutare, è da considerarsi come il padre di tutti i nuovi gin che stanno nascendo negli ultimi anni, non bistrattatelo quando viene nominato!

Pps. Mi raccomando, il Gin non è un distillato di ginepro, ma di cereali come frumento ed orzo. Clicca qui per approfondire!

2) MOSCOW MULE

Direi proprio che negli ultimi anni sono state stappate più bottigliette di ginger beer che di vino in Italia. Affermazione azzardata, ma non credo troppo lontana dalla verità.

Il Moscow Mule è un long drink di tutto rispetto, con pochi e semplici ingredienti: lime, vodka ed appunto la celeberrima ginger beer (soft drink a base zenzero).

Tipica tazza di rame dove si serve il Moscow Mule. Il rame è un ottimo conduttore di temperatura blablabla, poi essendo a contatto con l’acidità del lime si sprigiona..blablabla….MA DAI BEVITI STO DRINKETTO E FINISCILAAAA.

Eliminiamo subito un problema alla radice: cetriolo sì o cetriolo no? Risposta: MA FATE COME VE PARE!

Odio le prese di posizione ferme ed immutabili, se vi piace il cetriolo chiedetelo, se non vi piace e vedete il barista che lo mette domandate GENTILMENTE di toglierlo senza tirar fuori elencazioni IBA, ricette originali e cavalieri jedi perché a nessuno interessa.

Classico esempio del tanto famigerato CETRIOLO.

Momento curiosità: il drink in questione non è venuto fuori da sotto un fungo per magia, ma lo potevamo sorseggiare già negli anni ’50 negli USA. La ricetta, infatti, è stata creata a tavolino per permettere una vendita maggiore di vodka (Smirnoff) e di ginger beer sul territorio americano.

Momento suggerimento: anche qui potete sbizzarrirvi con le basi alcoliche, sostituendo la vodka con il gin, con il bourbon, con il rum, oppure utilizzando piccole dosi di qualche sciroppino simpatico per dare ancora più spessore ad uno dei drink più ordinati tra i cocktail bar!

1) SPRITZ

Ragazzi, non prendiamoci in giro. Lo Spritz è invincibile. Cioè, sempre se lo consideriamo un drink, ovvio. Il fatto inossidabile è che se ne preparano delle piscine intere ogni sera che Dio mette in Terra.

Spritz. Tanti Spritz. Spritz OVUNQUE.

Io personalmente lo disdegno, lo aborro, lo odio. Per 3 semplici ragioni:

Ragione numero uno: accostamento di sapori.

Ragione numero due: ne ho fatti troppi negli anni.

Ragione numero tre: ne ho bevuti troppi negli anni.

Conclusione della disamina dei drink più bevuti negli ultimi anni:

Se siete clienti, azzardate con nuovi drink che un bravo barman sarà in grado di suggerirvi.

Se siete del mestiere, invece, coltivate l’abilità di orientare il palato del vostro ospite verso qualcosa a lui familiare ma leggermente diverso. Es: se vi ordina un vodka lemon e gli proponete un Sazerac ad occhio e croce non gli piacerà.

A presto!

Cheers!

AA

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