MaD – Soul&Spirits. Un locale di folli per folli.

By 11 Settembre 2017Locali

Fedeli lettori di AmeAlBar, perdonatemi, ma purtroppo in questo mondo borghese e consumista devo lavorare pure io per soddisfare la mia sete di vizi e quindi negli ultimi mesi non ho potuto girovagare come mio solito per la penisola a caccia di nuovi locali!

Maaaa, c’è sempre un ma, ho avuto la fortuna di lavorare per questa stagione nel meraviglioso capoluogo toscano: Firenze!

Già in passato ho scritto sul variegato bartending fiorentino (clicca qui!) ma a questo giro voglio approfondire un cocktail bar d’eccezione che si ritrova niente popo di meno nel centralissimo Borgo S.Frediano: signore&signori, il MaD –Soul&Spirits.

MaD - Soul&Spirits

La scelta non è stata casuale, anzi, è stata presa per delle precise osservazioni personali:

  • Borgo San Frediano è passato alla ribalta regionale/nazionale/internazionale/universale/cosmica per essere stato nominato come il quartiere più cool del mondo (sì, del mondo) da una delle guide turistiche più autorevoli del settore (sì, del settore), la Lonely Planet (clicca qua!). E quindi il mio blog deve essere da meno? Nemmeno per sogno. MaD - Soul&Spirits
  • Ho avuto il piacere in questi mesi di conoscere il titolare Neri Fantechi ed il barman Julian Biondi e devo ammettere che due folli del genere si fa fatica a incontrarli in giro, figuriamoci dietro ad un bancone.MaD - Soul&Spirits

 

  • Il menù che propongono credo sia uno spasso da leggere, ancora prima di “berlo”.

 

  • In bagno hanno una collezione di Dylan Dog su dei mobili. UNA COLLEZIONE DI DYLAN DOG C****.
MaD - Soul&Spirits

Il più figo dei fighi tra tutti i fighi più fighi! DAJJE DYLAN!

Il locale è piccolino ma molto accogliente, con uno stile leggermente “industrial” ma con una accurata sistemazione delle sedute e delle luci che fuoriescono da una rete di tubi di rame a vista (se non riuscite a notarlo ve lo svelo io: di arredamenti e design non ci capisco na ceppa, ma vabbè!).

MaD - Soul&Spirits

Uno dei tocchi di classe è dato da una grande lavagna all’ingresso, e fino a qui appare tutto nella norma di un classico cocktail bar in cui vengono descritti i cocktail periodici, ma scritto sopra c’è un vanto che non è da tutti: “ad oggi il MaD ha salvato 1.964 litri di Aperol”.

Trad = qui non si fanno spritz. Deo Gratias.

La bottigliera è variegata, ma spicca su tutto un prodotto di eccellenza di cui Julian è Brand Ambassador:

il Polugar.

Qui il discorso è relativamente complicato, ma in una frase si può dire che questo distillato è “padre della vodka e fratello del whiskey”. 

MaD - Soul&Spirits

Infatti il Polugar è da ritenersi una bevanda “povera”, originaria della Sacra Madre Russia prima della invenzione della attuale vodka.

La ragione risiede nel fatto che quel simpaticone dello Zar, sul finire dell’800, ha avuto il lampo di genio di cominciare a tassare, regolamentare e rompere fondamentalmente le scatole a tutte le piccole e medie distillerie di Polugar (per lo più erano produzioni squisitamente casalinghe) e ciò ha comportato un lento ma inesorabile declino dell’originario distillato russo.

MaD - Soul&Spirits

Il sapore è veramente ma veramente molto particolare: ricorda nettamente il gusto del pane di segale (non a caso il Polugar è definito come Bread-Wine) questo principalmente per i prodotti utilizzati per la distillazione, ossia ciò che era più facile da reperire per i contadini dell’epoca e che riusciva a crescere nelle aride e gelate steppe russe.

MaD - Soul&Spirits

Panorami mozzafiato in quel della Russia

Personalmente, proprio per questo motivo, il Polugar dovrebbe essere messo su un gradino leggermente più alto rispetto alla classica vodka: quest’ultima risulta (99,99%) inodore, insapore, ed in generale neutra, ciò dovuto sostanzialmente al particolare processo di distillazione e filtrazione che subisce (giù risate quando si assiste alle tipiche scene discotecare in cui compaiono bottiglioni di “Belve” o di “Grey” con razzi sequestrati ad un vecchio capodanno napoletano).

MaD - Soul&Spirits

YEEEEEEEE! DIAMO FUOCO AL LOCALE!!!! YEEEEEE!!!

Ed in miscelazione utilizzare una vodka in un drink è come giocare a poker con un cieco, diciamolo.

Il consiglio generale, se avete la fortuna di mettere le mani su questo meraviglioso prodotto, è di utilizzarlo in grandi classici, per ottenere un “twist” veloce ma di immediata efficacia.

Manhattan, Old fashioned, Moscow Mule eccecc possono avere una marcia decisamente maggiore attraverso l’utilizzo di Polugar.

Tornando al buon Mad, e alle proposte alcoliche di Julian e Neri, spiccano di tutto rilievo delle rivisitazioni “semplici” ma di indubbia efficacia, come il Losco Mule o l’Umami Negroni. Provateli, non ve ne pentirete.

Tra i più richiesti dalla difficile ed esigente clientela fiorentina troviamo il “Freshness” (che, come viene giustamente rimarcato nel menù, è consigliato da 9 dentisti su 10) con gin, camomilla, basilico e tanto amore, ma anche “U’ picciotto di ipanema” a base cachaca, agrumi vari&eventuali e ginger ale.

Più di tanto non voglio star qui ad elencare un “bieco” elenco di drink, questo perché porcodiavolo dovete prendervi su, andare a Firenze e mettere i gomiti al bancone del MaD – Soul&Spirits e berli uno ad uno fino a che la coscienza non cominci a bussare chiedendo una tregua.

MaD - Soul&Spirits

Ps. Non provate minimamente a chiedere analcolici … “andresti in un ristorante chiedendo di non mangiare?” cit. MaD

Pps. Lonely Planet, scansate.

Che dire…W Firenze, W il Polugar ed W il MaD!

Cheers!

AA

 

 

 

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