Gin Fizz: un viaggio tra limoni, gin ed albumi

By 2 Dicembre 2017Cocktail

Salve Salvino amanti del buon bere!

Gin Fizz

Oggi per la rubrica drinketti vi propongo un top cocktail che vi svolterà la serata nel caso in cui rimaniate imbambolati davanti alla bottigliera senza sapere cosa ordinare: il Gin Fizz!

Parliamo di una bevanda di una semplicità disarmante, dissetante come pochi e che si presta ad innumerevoli modifiche molto interessanti.

Gin Fizz

La storia legata a questa bevanda, come si evince anche dal sito di Fulvio Piccinino www.saperebere.it, è legata a doppio filo con un ballo super frenetico che si danzava ad inizio ‘900, il Charlestone.

Praticamente la tarantella trapiantata in terre americane.

Gin Fizz

Si vocifera infatti che gli esausti ballerini/e, al termine delle loro performance, privilegiassero ingurgitare litri e litri di Gin Fizz proprio per la caratteristica fortemente dissetante che possiede.

Motivo più probabile: sbronza di Gin veloce ed indolore, parere puramente personale.

Come ho già scritto in precedenza, vi devo avvertire che ai tempi gli umili barman non avevano a disposizione Hendrick’s, Gin Mare, Bombay e compagnia bella, ma si accontentavano di distillati cerealicoli di pessima fattura, il più delle volte prodotti nel retro della propria bottega.

Gin Fizz

Di necessità virtù: per evitare di sorseggiare una schifezza totale con una gradazione alcolica altissima, i nostri avi cominciarono a miscelare il distillato con succo di agrumi, dolcificanti, bitter amaricanti eccecc.

Tra i mille drink che sono nati in questa maniera c’è proprio il nostro amato Gin Fizz: l’unione di succo di limone, zucchero, e Gin.

Tutto bello shakerato e filtrato dentro ad un bicchiere colmo di ghiaccio e chiudendolo con uno splash di Soda.

La morte sua, ma va a discrezione, è l’aggiunta di albume d’uovo.

BLEAAAAAH CHE SCHIFOOO L’ALBUME DENTRO A UN DRINK MAAAAAI.

Reazione tipica di un cliente X a bancone.

Invece l’albume ha un valore sacrosanto nel mondo della miscelazione, lo si usava a fine ‘800 e lo facciamo anche adesso. Ha la capacità di legare molto meglio gli ingredienti, di donare una ottima texture al cocktail e di fare una simpatica schiumetta dove poter giocare con bitter e disegnini fatti con lo stuzzicadenti  (vedere foto allegata).

Gin Fizz

Il problema che potrebbe presentarsi è principalmente quello relativo all’odore.

Gin Fizz

Dopo un po’ di tempo che si sorseggia il drink, la chiara d’uovo ha la terribile abitudine di puzzare.

Come evitare le cosa? Utilizzare scorze di limone/arancio/pompelmo oppure di bitter aromatici oppure di acqua di rose. Un po’ come quando si esce da palestra e non si ha tempo di lavarsi e ci si ricopre di deodorante. Non che io lo faccia eh.

Ps. I drink si bevono, non si guardano, quindi sorsi rapidi e decisi ragazzi! Rapidi e decisi!

Le varie modifiche non ve le vengo manco a dire dai, un briciolo di fantasia ed ecco che il distillato cambia, che lo zucchero diventa miele o qualche sciroppo di qualche frutto di stagione simpatico, la soda diventa ginger beer o un altro prodotto sodato, il limone ci diventa qualsiasi altra cosa sulla faccia della Terra che abbia un minimo di acidità et voilà il gioco è fatto!

Ricordatevi, le ricette dei drink non sono state scritte su dei muri di pietra da degli stregoni celti, possono essere modificate, ri-bilanciate, re-interpretate! W la libertà!

A presto! E stasera ordinatevi un buon Gin Fizz a bancone!

Cheers

AA

 

 

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