Tra piante, funamboli e cartomanti: The Surfer’s Den

By 3 Gennaio 2018Locali

Buon anno amici cari!

Ripresi da abbuffate senza fine, parenti assillanti, regali di natale presi da Tiger e soprattutto da pastiglie di Moment ingurgitate come caramelle??

Surfer’s Den

Bene! Perché oggi sono qui per parlarvi di un locale milanese che mi ha colpito tantissimo e che vi farà tornare la voglia di riprendere in mano un bicchierino: il Surfer’s Den.

Surfer’s Den

L’impresa di raccontare le avventure di questo cocktail bar non è cosa da poco, visto che l’ultimo articolo scritto è stato firmato da un giornalista del New York Times (se proprio devi, clicca qui)

Ma noi non siamo da meno, quindi: dajje.

Il Surfer’s Den si trova grossomodo in zona Sud a Milano, in dieci minuti a piedi dai Navigli, e la passeggiata che vi aspetta ne varrà sicuramente la pena. Assicurato.

I titolari, Yuri Gelmini e Irene Bottura, sono delle splendide persone che riescono a farti sentire a casa tua subito dopo aver varcato l’ingresso del loro intimo localino.

Surfer’s Den

In pratica il Surfer’s Den si struttura in due parti distinte, d’estate si sta fuori in giardino a prendere del fresco circondandosi di fiori e piante stupende, mentre per la stagione fredda ci si trasferisce all’interno in cui veniamo accolti da meravigliosi arredi d’antiquariato e vintage.

Appena seduti al tavolo (purtroppo per la serata il bancone era già occupato, mannaggia) ci viene incontro questo grosso omone che risponde al nome di Yuri e ci presenta la sua drink list pensata appositamente per l’inverno.

Surfer’s Den

Non vorrei essere in quello shaker

Il barman ci spiega con passione la sua infinita ricerca per tutto quello che riguarda il mondo delle piante, ed è proprio questo il filo conduttore che lega tutti i cocktail che prepara insieme alla sua compagna Irene.

Surfer’s Den

Qui tiro su un gigantesco punto a favore del locale: finalmente una bar lady! Eleganza, classe, conoscenza del prodotto ecc ecc!W le donne dietro ai banconi e non i soliti gilettati/bretellati/baffuti barman!

L’idea di presentazione del menù riprende il circo. Sì, il circo.

Le illustrazioni sono state realizzate da Bianca Maria Fiorentino e sfogliando le pagine si trovano delle simpatiche pop-up da sollevare per scoprire gli ingredienti  che formano i 12 cocktail: dalla “Banda Musicale” che apre le danze, passando per il “Pagliaccio” con le sue mille sfaccettature fino ad arrivare al “Funambolo” e alla sua vita appesa ad un filo.

Surfer’s Den

Manca solo l’ingresso allo zoo, i cuscini per stare più comodi a pagamento e i popcorn a dieci euro a porzione e poi sembra proprio di essere in compagnia di Moira Orfei & famiglia.

Altra idea stupenda che mi ha colpito molto è stata quella di presentare, alla fine del menù, “la cartomante”.

In pratica, se rimanete di sasso a leggere tutto quel ben di Dio e non sapete cosa scegliere, sarà proprio la cartomante a scegliere per voi!

Su un vassoio d’argento con sopra una palla da indovino sono posizionati tutti i drink della lista e lasciando la propria preferenza al caso si dovrà scegliere a occhi chiusi cosa si berrà per la serata.

Ma, ovviamente, non può essere tutto rosa e fiori, e quindi ci sarà anche la carta sfigata (tipo la Luna Nera anni fa in televisione) che ti obbligherà a bere un analcolico. Ovviamente un super ricercato e buonissimo analcolico, ma pur sempre un analcolico maledizione!

Surfer’s Den

– “Hai pescato…….la sobrietà!” – “Nuoooooooo”

Per fortuna la Cartomante è stata benevola con noi, e ci siamo potuti ubriacare in pace.

Io ho pescato proprio il “Funambolo”, un mix di Bourbon, Cynar, succo di pompelmo e sciroppo d’acero. Il nome del drink deriva dal fatto che “sospeso” sulla bevanda è appoggiato uno stecchino con delle ciliegie infilate cosparse di noce moscata.

La scelta se mangiarle subito o inserirle nel drink per donare alla miscela maggiore speziatura è tutta del cliente.

Cocktail che si slega un attimo da tutti gli altri è l’evergreen di Yuri: l’Ape Vigorosa.

Il nome, ma soprattutto il distillato principale, strizzano l’occhio al movimento futurista di Marinetti.

All’interno possiamo trovare infatti una grappa di Moscato d’Asti, Vermut di Torino, Biancosarti e liquore di Achillea. Tuffato con un triplo carpiato all’interno del bicchiere scorgiamo un bel tocco di favo di miele.

Surfer’s Den

Per fortuna quella sera mi son portato dietro un fotografo d’eccezione: Stefano Stifani! Grazie!

La procedura d’obbligo per assaporare questo ottimo miscuglio tutto italico è di tenere il favo quasi per ultimo e mangiarselo in un sol boccone.

Un esplosione di sapori che poche volte ho provato nei miei vari tour alcolici.

Surfer’s Den

Prima di varcare le porte del Surfer’s Den ero sinceramente un po’ dubbioso su questo locale: tra i migliori bartender ai BarAwards 2017, tra i migliori secondo la guida Blue Blazer, addirittura il New York Times si prende un volo per venirlo a recensire … normalmente rimango sempre deluso se le aspettative sono così alte.

Invece è successo tutto l’opposto dopo aver dato il primo sorso ai drink di Yuri Gelmini.

 Il Surfer’s Den rientra di tutto rispetto tra i cocktail bar preferiti da AmeAlBar!

Ps. Il locale apre alle 21.00! Sbrigatevi ad andare!

Cheers!

AA

Ps. per entrare munitevi di tessera Arci o Uisp

Pps. Se volete approfondire il discorso della miscelazione futurista: clicca qui! Se vuoi raggiungere la pagine Facebook del locale invece clicca qui!

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