#FCW2018. I parte.

By 23 Maggio 2018Eventi

Come ogni anno, cascasse il mondo, si va alla Florence Cocktail Week.

Florence Cocktail Week

Ormai è un appuntamento fisso, come le tasse, l’affitto a fine mese o ordinare un Martini il venerdì sera alle 19.00.

L’anno scorso è stato veramente molto impegnativo, mi ero preso l’onere/onore di assaggiare la maggior parte dei drink preparati dai bartender fiorentini e non so come io abbia fatto a scriverci lucidamente un articolo sopra (che puoi trovare cliccando qui!).

Ma la terza edizione, curata come sempre dalla splendida Paola Mencarelli e dal buon Lorenzo Nigro, ha avuto una marcia in più.

Florence Cocktail Week

Lorenzo Nigro e Paola Mencarelli, parteciperanno nei prossimi mesi alla realizzazione di un nuovo film della Marvel, vi aggiornerò.

In primis per il numero di cocktail bar partecipanti: a sto giro ben 21, tra classici cocktail bar, passando per gli hotel più lussuosi del capoluogo fino ai tanto famigerati speakeasy (inutile sottolineare che non li ho fatti proprio tutti, un minimo di amore per il mio fegato mi rimane ancora).

Ma anche la proposta drink dei partecipanti è stata strutturata in maniera diversa a sto giro: i ragazzi toscani dovevano creare 4 drink, ognuno con una precisa idea da seguire e da sviluppare.

Mi spiego meglio:

  • Primo drink, il più importante, quello che viene definito “signature drink” da quelli bravi bravi. Ad ogni locale venivano affidati uno o più distillati/liquori su cui riuscire a creare un cocktail buono, bilanciato ma soprattutto che riuscisse a sorprendere una “mini giuria” composta da Flaviò Angiolillo (scritto e pronunciato proprio così, Flaviò), Diego Ferrari e la sommelier e beverage director statunitense Kristine Bocchino.
    Florence Cocktail Week

    La giuria selezionatrice mentre fraternizza con lo staff del MaD Soul&Spirits. Odore di brogli elettorali.

    Il ruolo di codesto parterre di esperti era quello di decretare 6 barman per il contest finale organizzato la domenica successiva.

  • Secondo drink, ovviamente, una rivisitazione del classico dei classici fiorentini: il Negroni.
  • Terzo cocktail era invece all’insegna del bere italiano, quindi utilizzo esclusivo di prodotti dello stivalone. Vi ricordo gentilmente che alla faccia di whiskey, rum, saké e mezcal, noi umili italiani abbiamo avuto nei secoli l’ardire di buttar fuori tonnellate di vermut, bitter, rosoli, grappe e via dicendo. Globalizzazione 0 – Italia 1.
  • Ultimo drink da inserire nella personale drink list era invece all’insegna del futuro.

Ma la cosa fika della Florence Cocktail Week non è solo quella di noleggiare una bicicletta e di andare in giro per i numerosi locali per sfondarsi (responsabilmente) di intrugli alcolici, ma anche quella di poter partecipare liberamente a numerosissimi dibattiti, masterclass ed eventi organizzati dalle aziende produttrici, in modo tale da avere una maggior coscienza su quello che sta alle spalle del barman di turno.

Florence Cocktail Week

Grande affluenza!

Ma passiamo alle cose pratiche. Dove siamo stati?

Prima tappa: Fusion bar&restaurant dal sempre bravo e sempre bello Robert Pavel e dalla new entry Sasha Mecocci.

Proprio il buon Sasha è l’ideatore de “Nuestra Tradicion”, drink complesso con prodotti di eccellenza, quali Magna Mater, Carpano Antica Formula, Mezcal Amores (a cui a breve verrà dedicato un articolino), Fernet Branca e una punta di acidità fornita da un mix citrus saccharum homemade (in italiano = bucce di agrumi misti lasciati a macerare con zucchero per estrarne completamente i sapori).

Il drink poi viene riposto sotto una campana di vetro e affumicato con legno di ciliegia ed arancia. Effetto scenico : 10 e lode.

Florence Cocktail Week

“Nuestra Tradicion”

Il Negroni invece è stato leggermente rivisitato. Giusto per capirci quanto, dico solo che era presentato dentro ad una pera. Cioè, non so se si è capito, era una benedetta pera con dentro un Negroni.

Ingredienti utilizzati un localissimo Gin Peter In Florence, Rosso Nardini, Carpano vermut dry e una marmellata di pere abate. Il gioco su cui si basa il drink è stupendo: il cervello, vedendo la pera, si prepara ad assaporare un sapore dolce e rotondo, ma alla prima sorsata va in tilt, perché il drink all’interno è tutto all’opposto. Vabbè ciao proprio.

Florence Cocktail Week

La benedetta pera con il Negroni dentro.

“Abituati al Futuro” vede invece un drink su cui il buon Robert ha partecipato alla WorldClass2018.

Il drink, servito dentro ad una coppa martini d’argento, vede la presenza di Don Julio Blanco, uno shrub di zucchina fiorentina, una tintura di carciofo viola e sempre questa marmellata di pere che si vede che a Robert becca particolarmente bene. Su sto drink che diavolo devo dire? E’ finito alla finale WorldClass cavoli.

Florence Cocktail Week

Dopo essersi abbeverati presso il Fusion, si è deciso di continuare l’esperienza della Florence Cocktail Week andando Oltrarno, direzione MaD Soul&Spirits.

Credo si sia capito dai miei vari articoli che verso il MaD provo un amore profondo, un locale che rispecchia al 100% quello che dovrebbe essere un benedetto bar.

Florence Cocktail Week

Julian e Neri mentre disquisiscono sui grandi “perchè” della vita.

Drink ottimi, servizio ottimo ma soprattutto una grandissima voglia di fottersene il c###  (cit. Julian) di intrugli strambi, bretelle e di tutta la deriva scientifica/nerd che sta avendo la mixology negli ultimi anni.

Neri Fantechi, proprietario e miscelatore seriale, presenta il suo FAVoloso! Il cocktail strizza l’occhiolino alla miscelazione tiki, quindi dajje de Rum Plantation (ben 3 tipi: un 3 stars, un Original Dark Overproof e un Pineapple Rum per concludere) e di orzata fatta in casa con fave e wasabi.

Florence Cocktail Week

FAVoloso, un drink veramente favoloso! Battuta scadente della giornata: check.

Inoltre il Neri ha voluto introdurre un discorso che mi sta particolarmente a cuore: l’ecosostenibilità nei bar.

Dai bicchieri utilizzati al locale (recuperati per la stragrande maggioranza nei mercatini dell’usato di Firenze), agli ingredienti utilizzati fino alla famigerata cannuccia che in questo caso è di metallo (quindi lavabile e riutilizzabile).

Florence Cocktail Week

Julian che versa cose

Ps. Se volete stupire i vostri clienti con cannucce bio, Rg mania ne ha buttate fuori da poco che sono commestibili (clicca qui). Se volete fare veramente i gaghi buttate un occhio a questo sito (Brush with Bamboo) dove potere trovarne di stupende: sono ricavate dal bamboo, possono essere lavate in lavastoviglie e fanno la loro porca figura. Ma se volete essere veramente i più trendy del quartierino, non usate più cannucce e riga.

Florence Cocktail Week

Le cannucce di bamboo, alla faccia vostra, panda.

Nei prossimi giorni spunterà anche la seconda parte dedicata alla Florence Cocktail Week con tanti altri locali…stay tuned!

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