#FCW2018. II parte, la vendetta.

By 26 Maggio 2018Eventi

Dopo avervi tenuto sulle spine per quasi tre giorni (ma visto gli ultimi aggiornamenti politici sulla creazione del Governo, dovreste essere abituati ad aspettare ormai), vi propongo la seconda parte del nostro viaggio nella alcolicissima Florence Cocktail Week!

Florence Cocktail Week

Dopo aver salutato quei balordi del MaD siamo stati alla tappa finale della giornata: il Rasputin. (suggerisco di leggere le prossime righe ascoltando questo pezzo in sottofondo, ci sta alla grande)

Il Rasputin è uno speakeasy, quindi un locale super nascosto che per accedervi bisogna suonare un campanello celato tra vari santini e crocifissi. Se siete fortunati vi fanno entrare, sennò rimanete fuori al gelo a piangere e lamentarvi. Così è la vita, rassegnatevi.

Florence Cocktail Week

Bambino molto piccolo che è stato respinto dal Rasputin, sono proprio senza cuore.

Il locale si sviluppa sottoterra, sembra quasi un bunker, illuminato a candele e con uno stupendo bancone dove le manine di Daniele Cancellara e Francesca Lorenzoni creano drinketti a regola d’arte.

Florence Cocktail Week

Allora Francesca è quella in centro, Daniele invece è il ragazzo che guarda passare un gatto, tutti gli altri non so mica chi siano

Proprio Francesca ci ha presentato il suo “A Coffee with a Friend, a Whiskey with a Stranger”.

La bravissima bar lady ha provato a raccontarci come si è evoluto questo drink nella sua testa, ma sinceramente eravamo già ben avanti con i lavori, e mi ricordo solo che parlava di reminescenze della Dolce Vita, di caffè corretti alla sambuca e di una nonna che faceva sbronzare i nipotini con degli intrugli strani con la scusa che facevano bene.

Florence Cocktail Week

Situazione del sottoscritto al Rasputin

Francesca ha “pescato” due prodotti non proprio semplici semplici da unire insieme: Michter’s Small Batch Bourbon e la nostra amata Sambuca Molinari.

Insieme a questi due ha voluto unire Old Sailor Coffee, uno sciroppo di Erbette di Campo e bianco d’uovo.

Risultato: una bomba.

Florence Cocktail Week

“A Coffee with a Friend, a Whiskey with a Stranger”

Per quello che riguarda il sottoscritto, calcolando che ovviamente non ho assaggiato tutti gli altri ma chissene, la vincitrice morale della Florence Cocktail Week è lei! Potere alle bar lady!

Drink perfettamente bilanciato, la Molinari si sentiva ma non prevaricava sugli altri ingredienti, soffice, avvolgente, ben pensato e ben strutturato.

Lentamente e dondolando un po’, ci si è poi avvicinati verso casa, non prima di essersi bevuta una ottima Beck’s della buonanotte.

Il giorno dopo abbiamo pazientemente aspettato l’orario di apertura dei locali e approfittando di ciò siamo stati dall’amico Luca Manni alla Menagére dove Massimo D’Addezio (padrone di casa al Chorus Cafè, elegantissimo locale all’interno della Città del Vaticano) presentava il suo libro e sfornava twist sul French 75 a mezzogiorno, alla faccia di cappuccini e cornetti.

Florence Cocktail Week

Luca Manni, lo sbirro di Firenze

Florence Cocktail Week

Massimo D’Addezio che si appresta in una tecnica ancestrale ma sempre efficace: farsi passare un dopo sbronza con una sbronza. Top.

Florence Cocktail Week

Il French75 modificato con una vodka biologica fiorentina, la VKA, gran prodotto

Finalmente orario adeguato per un aperitivo: ci siamo diretti quindi verso una recente realtà fiorentina che offre risalto esclusivamente alle eccellenze italiane: la Manifattura.

Florence Cocktail Week

Fabiano Fabiani, proprietario e barman del locale, è affiancato da Sarah Nardi, creatrice de “ Un Bacione a Firenze”.

Florence Cocktail Week

Fabiano in basso a sinistra cerca di copiare un quadro di Botticelli. Sarah al centro che viene venerata e un tipo che cerca di morderle un seno. Non credo sia il giusto momento storico ragazzo, occhio.

Il cocktail vede come protagonista una generosa quantità del  sempreverde Gin Peter in Florence, un goccino di Martini Riserva Bitter, una lacrima di Erba Cedrina Essentiae Lunae e una dose ancora minore di Mandarino Varnelli (vi piacciono le quantità? Mi piacciono le cose precise, si sa.)

Il drink, come avranno intuito i più bravi della classe, si struttura come un Martini Cocktail limpido e semplice, ma arricchito con un alcolato di Iris e Bergamotto, capace di donare alla coppetta d’ordinanza dei profumi citrici e floreali.

Florence Cocktail Week

“Un Bacione a Firenze”

Fatto sta che il drink era veramente ottimo, ma, passatemi il termine, passava in secondo piano rispetto alla ospitalità, le chiacchiere, le risate e gli scambi che si creano al bancone della Manifattura con tutto lo staff. Ragazzi in gamba, sempre disponibili e super gentili.

Quindi se prossimamente avete in programma una gita fuori porta a Firenze segnatevi questo indirizzo: Piazza S. Pancrazio 1. Non ve ne pentirete.

(Aggiornamento ansa: il cocktail bar Manifattura è stato inserito nella lista dei migliori locali da quei ragazzacci di Blue Blazer)

Menzioni speciali della due giorni fiorentina:

  • Il maestro Luca Picchi miscela drinketti al Gilli usando cola sgasata. Genio.
  • Il collega baffuto Domenico Dragone ci fa da cicerone per tutti i locali della città. Paziente.
  • Al Locale abbiamo assistito ad uno spettacolo di un ragazzo di solo 21 anni che si muoveva come Marian Beke o Luca Cinalli e sparava fuori drinketti da paura, segnatevi questo nome: Marco Filippeschi.
  • Spoiler Alert: la gara finale di domenica è stata vinta da Lorenzo Aiosa, di stanza al The Cloister, Villa San Michele, dovrò tornare in Toscana per andarmelo a bere.
  • Se volete sapere dov’è il Rasputin, scrivetemi in privato che vi mando il mio IBAN.

Firenze, sei meravigliosa. Prima o poi vedrò anche i musei, te lo prometto.

AA

 

 

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