Gimlet It Be

By 14 Luglio 2018Cocktail

Mi sono svegliato stamattina con una domanda: da quant’è che non scrivo a proposito di un cocktail?

Da troppo.

Quindi ho aperto a caso il “Dizionario dei drink” e mi è spuntata una simpatica bevanda con pure ‘na bella storia dietro: il Gimlet!

Gimlet

Partiamo dalla base, in modo tale che possiate farvene subito uno per accompagnare la lettura:

Ingredienti: gin, succo di lime, cordiale al lime.

Cosa ci serve? Shaker, strainer e bicchiere fighetto rubato dalla dispensa della nonna.

Gin ce ne va un bel po’, per i fanatici intorno all’oncia e ¾, due se avete proprio tanta sete.

Di succo di lime e di cordiale ovviamente molto meno: un oncetta simpatica per il succo di lime (fresco, ve ne prego) e un goccio abbondante di cordiale.

Buttate tutto dentro allo shaker e menatelo come i pazzi, non dovete coccolarlo, gli ingredienti si devono dare una bella svegliata. C’mon!

Aprite lo shaker, usate il vostro strainer per trattenere il ghiaccio, versate con fare professionale nella coppetta fighetta e strizzate l’occhiolino alla ragazza/o davanti a voi.

Il gioco è fatto: equilibrio tra dolce e acido, con un profumo di lime donato dalla classica scorzetta che schizzerete sopra al cocktail finito.

Prima di partire con il pippone legato alla storiella del drink (che torna molto utile per ammorbare i clienti a bancone), vi spiego due modi per ottenere il cordiale al lime.

Primo modo (anche se viene definito sciroppo di lime possiamo assimilarlo ad un cordiale grazie ad una aggiunta maggiore di succo, in modo tale da renderlo più acido)  che ci viene presentato dal nuovo libro di Giovanni Ceccarelli e di Federico Mastellari (che potete comprare qui, vivamente consigliato) è questo:

Ingredienti: 60g di scorze di lime, 300g di zucchero bianco, 180g di succo di lime.

Procedura:

  • Lavate bene i lime, visto che saranno sicuro pieni di schifezze chimiche in superficie. Asciugateli e pelateli stando attenti alle ditina.
  • Con un’attenzione degna di un neurochirurgo, eliminate con un coltello la parte bianca (per gli amici, albedo) che è amara e fa schifo.
  • Tagliate le bucce in pezzettini, copritele con lo zucchero e schiacciate tutto con un pestello fino a formare una sostanza uniforme.
  • Mettete sottovuoto e lasciate riposare per 12h in un posto fresco al riparo della luce (mi sento un po’ la Clerici a fare sta cosa, vabbè).Gimlet
  • Dopo 12h, o comunque quando osservate che le bucce stanno imbrunendo, sciogliete lo zucchero nel succo di lime.
  • Filtrate le scorze, imbottigliate ed etichettate sennò arrivano i NAS e succede un casino.

Secondo modo: chiamate il vostro fornitore di fiducia e fatevi recapitare il Rose’s Cordial, ottimo prodotto che si lega storicamente a doppio filo con il Gimlet.

Leggendo qua e là, pare che sia il drink sia il Rose’sCordial abbiano radici storiche decisamente importanti.

Gimlet

Tra il 1840 e il 1860, la Marina inglese utilizzava un modo simpatico per conservare il succo di lime: lo fortificavano con un rum a bassa gradazione (15% circa).

Inutile dire che era una autentica schifezza, ma per tenere alla larga scorbuto e malesseri vari, si faceva anche questo.

Nel 1867, Lauchlin Rose iniziò a tal proposito a perfezionare un nuovo cordiale analcolico che si sposava molto meglio con i gusti britannici: il Rose’s Cordial, che nacque però ufficialmente solo nel 1879 (la burocrazia fa schifo anche in UK).

Ma chi si inventò la miscela gin+lime?

Un giornalista dell’epoca, Paul Clarke, scrisse: “il merito di aver miscelato per primo il succo con il gin è generalmente attribuito al chirurgo Sir Thomas D. Gimlette, che si arruolò nella Royal Navy nel 1879, e andò in pensione nel 1913 come chirurgo generale. Secondo la tradizione popolare, Gimlette convinse i suoi colleghi a prendere l’antiscorbuto miscelandolo con il gin, e la nuova miscela fu chiamata così in suo onore.”

Come sempre storie, storielle e leggende legate al mondo degli alcolici e dei cocktail prolificano a dismisura, però non faccio fatica a credere che per far buttare giù una generosa dose di succo di lime ai militari inglesi, una aggiunta di gin non avrebbe guastato minimamente, anzi.

Allora, la ricetta ce l’avete, la menata sul cordiale al lime pure, la storiella da raccontare ve la ricordate, adesso vi giro anche delle rivisitazioni che mi hanno inviato degli stupendi colleghi in giro per l’Italia che non fanno mai male.

Partiamo da casa: Ferrara. Osteria Due Gobbi. Luigi Stocco.

Gimlet

Luigi che versa cose

Amico, barman, tuttologo e vero nerd del bere miscelato. Come lo rivisita il Gimlet?

Nome: Fake Plastic Trees

6cl di Gin Ungava

1.5cl di shrub al lampone

1.5cl di cordial lime

Polvere di basilico e lime essiccato

Bicchiere: coppa champagne

Tecnica: Shake/ double strain

Garnish: foglia di balisico, polvere di basilico

Fresco, estivo e bello da vedere.

Gimlet

Continuiamo in terre fiorentine, dove Julian Biondi e il MaD Soul&Spirits stanno letteralmente spopolando tra riviste, programmi tv e gli ubriaconi della zona.

Gimlet

Rubare foto imbarazzanti su fb: fatto

Cosa frulla in testa al Julian quando deve twistare un Gimlet? Una roba del genere!

Nome: Gimlet in Florence

50ml Peter In Florence L.D. Gin

35ml Tyme & Blueberry Cordial

Tecnica: Stir & Strain (perchè i marinai inglesi facevano così, cit. Julian)

Garnish: due mirtilli infilati non si sa come dentro a del timo

Bicchiere: il primo che capita a tiro

Gimlet

A Bologna invece troviamo un cocktail bar dove muove le manine il buon Davo, all’anagrafe Davide Patta, che alla richiesta di girarmi una ricetta di un suo Gimlet se ne è uscito con questa cosina qua:

Gimlet

Davo lo potete trovare al Ruggine, quando è libero si esibisce in giro come equilibrista

Nome: Cocktail without a name

50ml Brooklyn Gin

20ml Cordiale agli asparagi

10ml Succo di Lime

Tecnica: Shake&Strain

Decorazione: tanto amore

Bicchiere: fiko

Gimlet

A Milano ho lasciato il cuore. In particolare me lo sono dimenticato sullo sgabello del Surfer’s Den tra una chiacchiera e l’altra con Yuri Gelmini, che rivede il drink più popolare della Royal Navy così:

Gimlet

Yuri aka Cannavacciuolo

Nome: Barbados Gimlet

7cl Gin

1.5cl Succo di Lime grigliato

1.5cl Sciroppo di Zucchero di Cocco

Tecnica: Shake&Strain

Garnish: fettina di lime grigliata

Bicchiere: fatto con Paint

Gimlet

Yuri è una brutta persona e si scorda sempre di mandarmi la foto del drink, quindi ho preso spunto dagli ingredienti e ho creato questa cosa meravigliosa con paint

Insomma, credo che abbiate capito che sto benedetto Gimlet può essere creato ma soprattutto bevuto in millemila modi diversi…resta solo da provarli tutti!

Cheers!

AA

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