Hampden Estate. Opera d’arte liquida.

By 13 Maggio 2019Prodotti

Oggi parliamo di Rum, nello specifico: HAMPDEN ESTATE.

Discutere di rum è impresa non da poco visto che l’argomento può competere, a livello di difficoltà, con la fisica quantistica.

Il Rum è un distillato meraviglioso che può derivare dalla melassa ottenuta dalla canna da zucchero oppure direttamente dal succo (una terza categoria deriva dal concentrato di puro succo di canna, ma sono molto pochi).

Principalmente viene prodotto in quel postaccio chiamato Caraibi.

Stereotipo dei Caraibi rubato su Google immagini.

Non ci sono diritti d’autore, malpensanti.

Lo bevono spesso i pirati.

Un pirata.

Non va molto d’accordo con il succo alla pera (questa è per intenditori).

Brutti ricordi? Io un sacco.

Ogni benedetta isola che popola il mondo caraibico produce rum, e questo sarebbe stupenderrimo se non fosse che ognuna lo fa a modo suo, con un metodo di distillazione diverso l’uno dall’altro e altre mille differenze che contraddistinguono  il prodotto finale.

Berli è una figata, studiarli pare di essere tornati all’università.

Per fortuna che un certo Jimmy Bertazzoli, proprietario dellAguardiente di Marina di Ravenna, si sia preso su e mi abbia fatto una lezioncina su questo mondo meraviglioso. Non lo ringrazierò mai abbastanza.

Jimmy è quella persona sobria stesa per terra intenta a limonare con una bottiglia.

Tra i vari rum che ci siamo bevuti assieme uno su tutti è spiccato per eleganza, corpo e storia: Hampden Estate.

Questo rum viene prodotto in Jamaica (sì, non si fanno solo dei cannoni e ascoltano Bob Marley, bevono anche rum) specificatamente nell’area di Trelawny, da dove sgorga l’acqua sorgiva che viene utilizzata in ogni fase di produzione.

L’Hampden ha delle caratteristiche uniche, che lo ergono di almeno mezzo metro rispetto agli altri rum che ho assaggiato negli ultimi tempi.

Facciamo una scaletta che viene meglio e a voi non scende l’hype della lettura:

  • Luca Gargano (il capoccia di Velier) lo definisce “Pure Single Rum”, che sta a significare che è un rum tracciato, di cui si conosce vita morte e miracoli, i nomi di chi distilla e che lavora questo rum. Sembra una sciocchezza, ma in questo mondo le manomissioni, le aggiuntine e varie altre schifezze sono all’ordine del giorno. Grazie Luca, sei meglio di un Avenger.

Da grandi botti derivano grandi responsabilità.

  • La melassa viene fermentata attraverso lieviti naturali e selvaggi per molto tempo. Tutto ciò dona all’Hampden un sapore molto intenso ed aromatico.

 

  • La distillazione avviene attraverso “pot-still”, ossia in maniera discontinua. Per farla breve: la distillazione continua, a colonna, consiste nel buttare tutto dentro nell’alambicco, spingere a manetta la fiamma e via andare che escono fiumi d’alcool. Quella discontinua, invece, ad ogni buttata di melassa fermentata si fa una distillazione, poi si ripulisce e si ricomincia. E’ quindi un lavoro molto più hard ed artigianale, che alla fine, però, premia.

Esempio di pot-still.

Pic by newsbartender.it

  • L’invecchiamento è di 8 anni. E fino a lì tutto ok. Peccato che avvenga completamente ai Tropici. Cosa vuol dire? Che equivalgono a 25 anni di invecchiamento qui nella vecchia Europa (se non lo sapete ai Caraibi fa leggermente più caldo).

 

  • Il rum non viene toccato. No aggiunta di caramello, no zucchero, no addittivi, no schifezze varie che ci sbaffiamo già abbastanza al McDonalds.

Risultato finale? Un rum pungente, profondo, da sorseggiare meditando sui twitter del Ministro dell’interno cercando di trovarci un senso.

Comunque, la cosa meravigliosa di questo articolo, è che nel momento in cui ho finito di scrivere l’ultima riga ho trovato questo video su Youtube in cui Luca Gargano spiega l’Hampden Estate molto meglio di chiunque altro.

Ottimo lavoro ame!

Cheers!

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