I 10 PEGGIORI CLIENTI IN UN COCKTAIL BAR

Buon 2019 amici! Come è andata? Divertiti? Fatto i bagordi tutta notte? Bevuto a sufficienza anche lo scarico del lavandino? Ottimo!

Adesso però lasciate la parola a noi poveri barman/camerieri, perché dobbiamo stilare una classifica dei peggiori clienti che ci sono capitati il 31, ma non solo.

Simpatici avventori siete meravigliosi, gentili, comprensivi eccecc…ma alcuni di voi, ragazzi, sono un qualcosa che farebbe scendere la catena anche a Gandhi.

Una sera dopo lavoro, insieme a dei colleghi di altri locali che ringrazio, vi abbiamo “catalogato”, e questo è il risultato:

10: LA VOLPE

Ormai da anni siamo abituati a preparare il drink da servire sul banco bar. Chi direttamente sul bancone con un barmat di gomma o i più fighetti su un ripiano di metallo.

Stai lì, metti le dosi, shakeri, metti il ghiaccio ecc.

E la volpe che aspetta il suo beneamato cocktail cosa fa? Appena ti giri per recuperare le decorazioni finali si allunga come l’uomo di gomma dei Fantastici 4 e te lo sfila da sotto il naso.

Poi magari si lamenta pure.

Livello pro: la volpe che prende il drink senza che ci siano manco tutti gli ingredienti e poi si lamenta.

9: I VERGOGNINI

“Ciao ragazzi, cosa posso farvi?”

Nel mentre musica alta, gente che urla, la sala che sbraita ordini, il cuoco che smadonna da dietro alla porta.

E tu Vergognino come mi chiedi il tuo Gin Tonic? Bisbigliando.

Ora…siamo tutti abbastanza giovani e apparecchi acustici non ci servono, però lo capirebbe chiunque che per ordinare in mezzo a tutto sto trambusto devi alzare un po’ la voce Vergognino. Coraggio!!!

Livello pro: quello che ordina bisbigliando manco nella tua direzione, ma verso l’amico. E poi si lamenta se il suo drink non lo facciamo.

Hey, siamo noi che facciamo da bere, non quello di fianco a te sbronzo duro che ci ha già urlato 7 volte di fargli il suo whiskey doppio.

8: GLI SMEMORATI

Questi sono i favoriti dei camerieri. Sono in 8, ordinano i loro drink, e dopo qualche minuto che la sala arriva al tavolo con un bel vassoio stracolmo di bicchieri, bicchierini e coppe martini, si dimenticano TUTTO.

“Il Manhattan per chi era?”. Panico totale.

Occhi che si rincorrono, sguardi persi, attacchi d’ansia.

Manco il cameriere avesse chiesto la radice quadrata di 92.  Ragazzi lo avete ordinato voi, ok siete in relax, ma quando si parla d’alcool bisogna essere seri e concentrati, dai.

Livello pro: si dimenticano cosa prendono da bere e danno la colpa ai ragazzi in sala per aver sbagliato a prendere l’ordine. No, siete degli imbecilli voi.

7: LO SMANAZZONE

Molto amico della Volpe, lo Smanazzone svolge il lavoro di avvocato, di professore dell’università o il commesso in qualche negozio ma ha da sempre il sogno nel cassetto di lavorare dietro ad un banco.

E quindi appena finisce di ordinare cosa fa? Comincia a toccare TUTTO.

“E questo cos’è? Fiiiiigo. E queste spezie cosa sono? Buuuone. Posso aprire il barattolo? Uaaaao. Posso annusare sta cosa inutile che è appoggiata lì dalla 15/18? Incredibileeee.” Ecceccecc.

GIU’-LE-MANI-DALLA-MIA-ROBA.

Noi andiamo dal dentista e cominciamo a smanettargli trapani, gel, paste e via discorrendo? No. Non fatelo manco con i baristi, son più gelosi delle loro cose che della loro madre/fidanzata/sorella messe assieme.

Consiglio per i colleghi: se avete della cioccolata sul bancone e lo Smanazzone è avvezzo a prendersene sempre un pezzettino senza chiedere, lasciate in infusione la suddetta con tabasco, Ancho Reyes e wasabi per una notte. Non lo farà più. Tratto da una storia vera.

6: IL TUTTOLOGO

Abbastanza scontato averlo previsto in questa classifica, però è uno dei più numerosi quindi si merita una posizione.

Il Tuttologo, come dice il nome, sa tutto.

Di che anno è quel vino, le 674 botaniche di quel gin, le dosi perfette di un drink creato nel 1865 in un hotel a tre stelle situato a Belfast ma che rientra negli IBA e quindi SIDEVESAPEREAMEMORIA ecc.

Noiosi, spocchiosi e lamentoni.

Se siete così bravi apritevi un bar e non rompete più il….

Livello pro: il Tuttologo che ti dice esattamente come costruire quel famigerato drink dimenticato dal Signore, lo beve, e poi se ne lamenta. La prossima volta “fattelo tu” cit. pubblicità Leerdammer.

5: IL FREDDOLOSO

Generalmente over 40, un po’ sovrappeso e con una camicia non stirata addosso, il Freddoloso vuole bere. E tanto. E male. E soprattutto con poco ghiaccio.

Una condanna. Almeno uno a sera ne entra uno in tutti i cocktail bar del pianeta Terra.

“Uno spritz con poco ghiaccio grazie”. E un barman da qualche parte là fuori, muore. Male.

Il ghiaccio è componente FONDAMENTALE in un drink. Leggetevi questi articoli di Giovanni Ceccarelli della Drink Factory di Bologna se non ci credete.

4: IL MANGIONE

Abbastanza intuibile dal nome affibbiatogli il Mangione è il creatore di quella parola insalubre che noi baristi/camerieri odiamo: l’APERICENA.

Una volta per tutte: nei bar si beve. Nei ristoranti si mangia.

Patatine, olive, taralli possono accompagnare una buona bevuta.

Se la cucina del locale fa uscire qualche stuzzichino, è una cosa gradita. Ma non ordinatene in continuazione, è maleducazione e vi rovinerà il pasto successivo.

L’ABC signori, l’ABC.

3: I RITARDATARI

Generalmente chi fa questo mestiere attacca sul posto di lavoro verso le 17’00 di pomeriggio.

Si prepara la linea, si taglia la frutta, si spremono coltivazioni intere di lime e limoni, si creano sciroppi, si sistemano i tavoli, si mette in ordine il bagno, si controlla che in cassa ci siano monete a sufficienza per darvi i cambi ogni volta che ci sventolate davanti pezzi da 50 euro ecc.

Dopo di che si inizia, si accoglie il cliente, si fa accomodare al tavolo, si prende l’ordinazione, si prepara da bere e lo si fa pagare.

Infine, si sbaracca, si puliscono gli acciai, si sistema la frutta in frigo, si da una spolverata alla bottigliera e si lava bene il bagno.

Tutto questa tiritera per farvi capire che si tiene aperto un locale all’incirca per 10 benedette ore.

Se arrivate a saracinesca chiusa, sedie sui tavoli, attrezzatura sul bancone sparsa ovunque IL LOCALE E’ CHIUSO.

“Posso bere l’ultimo?” NO.

Hai avuto quasi mezza giornata per berti un drink, non le hai sfruttate? Fatti un angolo bar in casa e non rovinateci la vita alle 3 di notte implorando anche i santi per una birra piccola. Vi odiamo.

2: IL COLLEGA

“Ciao, vorrei vedere la tua drink list”

Già l’intonazione della voce ci fa scattare un campanello d’allarme su chi abbiamo davanti.

Se poi comincia a scrutare il vostro menù dalla A alla ZETA chiedendoti ogni minimo particolare sulle preparazioni è fatta: avete davanti un collega.

“Ma ‘sto sciroppo come lo fai? “Figo questo, ottimo abbinamento” “ Ti chiederei un vieux carrè twistato con un goccio di mezcal” fino ad arrivare al famigerato “Sai, sono del mestiere anche io”.

Uno sproloquio infinito per metterti alla prova, controllare ogni tuo movimento e per parlare solo di cocktail, nuove bottiglie in commercio e dello shrub di carruba che lo ha fatto vincere all’ultima competition della Chinotto Lurisia.

Ci fate avere nostalgia del notaio 80enne con la forfora sulla giacca che era seduto a banco prima di voi.

1: GLI AMICI

Avere un amico barman è la più grande fortuna che possa mai capitare in una vita.

Essere un barman con degli amici è la più grande sfortuna che possa mai capitare in una vita.

Urla, sbraiti, tentativi di scrocco ogni 3×2, schiocchi di dita e battute squallide urlate solo per far capire alle ragazzine in fondo al locale che siete amici di chi fa da bere.

Stiamo L-A-V-O-R-A-N-D-O ragazzi.

Non è una sala giochi, né tantomeno un bazar marocchino dove i prezzi li decidete voi con una trattativa.

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