I vincitori di BarAwards 2018, in breve.

By 12 Dicembre 2018Eventi

Vi piacciono gli Oscar?

Seguite con passione la consegna dei premi Nobel?

Non vedete l’ora di scoprire chi vincerà XFactor quest’anno?

Bene, MA noi del settore abbiamo appena vissuto la premiazione più importante dell’anno organizzata da BarGiornale!

I BarAwards 2018!! Yeeeee!

La rivista più importante che si occupa di beverage e quant’altro (dopo AmeAlBar, ovviamente) prepara un sondaggio on-line in cui si chiede di esprimere liberamente le proprie preferenze per ciò che riguarda barman, cocktail bar, prodotti ma anche pasticcerie e cucine.

Tutto questo eccesso di democrazia stride un po’ con i tempi che corrono ma vabbè.

In una meravigliosa serata di gala, a cui non ho potuto partecipare perché non sono stato invitato, si è svolta la consegna dei premi.

Visto che di torte e di impiattamenti non credo ne freghi a qualcuno qui dentro, passiamo velocemente alla rassegna dei vincitori!

Bartender dell’anno è stato vinto da Flavio Angiolillo, ponshiponshipopopò. Peggio della Juventus.

A parte gli scherzi, Flavio a Milano ha scosso l’ambiente cocktail bar dalle sue fondamenta. Come? Aprendo una serie di locali uno più ganzo dell’altro e mettendoci a lavorare ragazzi in gamba.

Però, figlio mio, fermate, mica stai giocando a Monopoli.

Un Flavio Angiolillo che punta il prossimo locale da acquisire.

Bartender italiano all’estero: Agostino Perrone del Connaught Bar di Londra.

Continuando il paragone, qui si sta parlando del Real Madrid. Prima o poi riuscirò a bermi un Martini fatto al tavolo da te Ago…è una minaccia.

Courtesy of The Connaught.

Che super pro che son diventato per evitare querele.

Bartender under 30 dell’anno lo vince Sossio del Prete di stanza all’Octavius Bar at the stage, Milano.

Credo sia l’unico locale in cui non sono riuscito ad andare nel capoluogo meneghino, devo mettermi in pari, damn.

Bar Manager dell’anno è stato vinto da Mario Farulla del Baccano, a Roma.

Oltre agli 80,456 post che pubblica su Cocktail Di Merda (gruppo privato su facebook, si trovano delle chicche memorabili) è anche molto bravo a creare drink e a stare dietro un po’ a tutto.

Credo sia fondamentalmente questa la skill più richiesta per un bar manager.

Mario Farulla aka Il Padrino parte I

Il Bar Team più votato su BarGiornale è stato quello del The Balance, a Savona.

Anche qui, purtroppo, non sono ancora riuscito ad andare, ma li seguo sui vari canali social e mi sembrano parecchio in gamba.

Paolo Baccino, il proprietario, ha anche vinto il premio miglior sorriso 2018.

La foto è stata scattata dal collega Shane Eaton che ha pure un blog fighissimo e molto utile: “QuestaMiaMilano

Passando invece ai locali veri e propri, ci sono due categorie che hanno attirato la mia proverbiale attenzione: il cocktail bar migliore dell’anno e il bar rivelazione del 2018.

Il primo è stato portato a casa da Il Locale, a Firenze.

Ci ho bevuto un drinketto lunedì scorso durante una gita alcolica, e in effetti un posto così figo è difficile da trovare.

Bottigliera gigante, tetto che si apre, scantinato in cui si può cenare, antiche stanze dei Medici e via dicendo.

Prezzi un po’ altini, ma direi che sono proporzionati all’esperienza vissuta tra questi muri rinascimentali.

(se vuoi leggere un articolo molto bello sulla loro nuova drink list, clicca qui)

Sbarabarabam.

Il bar rivelazione dell’anno, ossia che ha aperto da poco per farci capire, è stato vinto dal Talea, sempre a Milano.

Nuovo progetto di Filippo Sisti, cocktail assurdi, materie prime ricercate e tanta ospitalità.

Qui l’esperienza la vive appieno il proprio palato. Se non ci sei mai stato, vacci.

Qui abbiamo parlato della sua esperienza pregressa da Carlo&Camilla in Segheria.

Consigli per l’anno nuovo: trovare un fotografo che riesca a centrare le inquadrature.

Infine, i prodotti.

Senza di essi faremmo ben poco, questo è chiaro.

Per la categoria “alcolici” vince Martini Fiero.

Sarò abbastanza sincero: non l’avevo nemmeno mai sentito nominare come bottiglia, anche qui devo rimediare.

Per il settore dei “superalcolici” fa man bassa di premi il Vecchio Magazzino Doganale.

Conosco abbastanza bene l’azienda grazie alla amicizia che mi lega con il baffutissimo Domenico Dragone e mi fa super piacere che i loro prodotti siano stati premiati.

“Il duro lavoro ripaga sempre”, cit. nonna.

Su tutti ha ottenuto più voti il Jefferson Amaro Importante, ma a seguire nella classifica troviamo anche Frack Amaro Serale No Alla Moda ed il Gil The Authentic Rural Gin – Torbato Italiano.

Più o meno hanno fatto la figura di Game Of Thrones quando ci sono gli Emmy.

Domenico “la sobrietà nel vestirsi” Dragone

Insomma, bravi tutti, però vorrei mettere un inciso che ho letto in un post di OCCCA che mi trova d’accordo.

Ok i cuochi, ok i barman, ok i prodotti, però bisogna ricordarsi anche del motore che spinge avanti un locale: la sala.

Senza i camerieri, le cameriere, i runner, i back e altre figure simili, il lavoro dentro ad un ristorante o ad un cocktail bar sarebbe assolutamente impossibile.

AmeAlBar si fa promotore per una nuova categoria l’anno prossimo: Miglior Cameriere/a 2019!

Ps: la categoria miglior alcool blogger è inutile inserirla, vinco io.

Pps: quasi tutte le foto sono state prese dalla pagina FB di BarGiornale! Grazie colleghi!

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