Kozue Gin: il Giappone dentro ad una bottiglia di Gin.

By 18 Giugno 2018Prodotti

Cosa vi viene in mente quando parliamo di Giappone?

  • Sushi
  • Samurai
  • Holly e Benji
Kozue Gin

Bandiera del Giappone, se non si era capito

Per quello che invece riguarda noi amanti del buon bere?

  • Saké
  • Whiskey

Ma da oggi aggiungiamo alla lista dei luoghi comuni un ulteriore elemento!

I nostri cari amici del Sol Levante hanno iniziato a produrre anche gin!

Siamo stati infatti alla presentazione di un prodotto molto particolare: il Kozue Gin!

Kozue Gin

Foto del Gin Kozue rubata dalla pagina ufficiale del Gin Kozue, senza chiedere nulla al Gin Kozue. Chissà se il Gin Kozue se la prende. Mah.

L’evento è stato organizzato da Lorenzo Ferraboschi e da Maiko Takashima, ideatori e fondatori di Sake Company, in parole povere è l’organizzazione più importante in Italia per tutto quello che riguarda la diffusione di umeshu,  sochu e ovviamente saké.

Kozue Gin

Belli&Bravi!

Ci siamo trovati insieme nel bellissimo cortile del GinO12, cocktail bar con un occhio di riguardo ai distillati con infusione di ginepro, che si trova esattamente sul Naviglio Grande a Milano.

Kozue Gin

Il bancone infinito del GinO12! Let’s Go!

Alla presentazione del gin c’erano niente meno che gli stessi produttori, che si son fatti quelle simpatiche 765 ore di aereo per venirci a raccontare il loro mondo e soprattutto il motivo per cui hanno iniziato a produrre questo particolare distillato.

Kozue Gin

Inutile dire che grazie al cielo avevamo il buon Lorenzo a farci da traduttore, sennò google translate sarebbe imploso.

I due produttori della distilleria Nakano BC (preparatevi ad una sfilza di nomi giapponesi uno più difficile dell’altro, grazie al cielo ho rubato mille opuscoli a cui attingere) hanno raccontato che la loro impresa ha iniziato a produrre shochu addirittura nel 1932, per poi buttarsi nel mondo del saké solo nel 1958.

La zona (o meglio, prefettura) dove viene prodotto il gin si chiama Wakayama e si trova all’incirca a sud del Giappone per capirci.

Kozue Gin

La particolarità del gin in questione sta proprio in questo: si è voluto inserire all’interno della bottiglia delle botaniche tipiche della loro zona, tra poco le andremo a sviscerare perché sono molto interessanti.

Facciamo un passo indietro: perché i ragazzacci della Nakano BC hanno iniziato a produrre gin?!?

Risposta abbastanza semplice: per gioco.

Un loro dipendente, infatti, era affascinato dalla famosa vodka Zubrowka (quella bottiglia che vedete ogni tanto con quello inutile stelo d’erba all’interno) e voleva replicare quel concetto. Per fortuna, in meglio.

Kozue Gin

La Zubrowska. O Zubrofka. O zubrosfwka. Insomma ‘na vodka.

Bisonti che mangiano ste erbette in Giappone non ne abbiamo notizia, ma in compenso la prefettura di Wakayama è piena zeppa di alberi di pino.

E sono proprio gli aghi di pino Kouyamaki che spadroneggiano senza confronti all’interno del gin Kozue!

Kozue Gin

Il famoso pino.

Questi aghi conferiscono al distillato una profonda e persistente nota erbacea, quasi di terra.

In verità il pino Kouyamaki  è da secoli immemori utilizzato in molte case giapponesi all’interno dei loro piccoli santuari, perché viene creduto che il loro profumo balsamico possa scacciare i mali del mondo.

Unire questa visione religiosa con un gin che fa 47% è semplicemente perfetto, magari non verranno eliminati tutti i mali del mondo, ma quelli di una sera sicuramente.

Le altre botaniche utilizzate sono le bucce di un mandarino Unshu e di un limone sempre di Wakayama (in grado di donare al prodotto finale una accentuata parte agrumata, ma anche delicatezza al palato).

Per completare l’opera finale, e quindi in una qualche maniera “chiudere il cerchio”, si inseriscono anche dei simpatici pepi Sansho, piccoli ma molto meschini, ve lo garantisco.

Kozue Gin

Doveroso sottolineare che in produzione non si aggiungono aromi, acidi vari né tantomeno coloranti: è 100% naturale.

E il ginepro?

Tasto dolente: il ginepro è abbastanza difficile trovarlo nella prefettura di Wakayama (ma da quello che si è capito anche nel resto del Giappone) e quindi è l’unica botanica che importano da paesi terzi.

E devo dire che anche se lo importano, nel gin Kozue purtroppo il ginepro non viene esaltato come botanica principale.

Kozue Gin

Bacche di ginepro a caso.

Dico purtroppo ma va a gusti, alcuni palati prediligono gin molto botanici e con un bouquet bello ricco di sapori, altri, come me, danno la preferenza a sentori netti di ginepro, sostenuti da altre note gustative secondarie.

Ma l’obiettivo della distilleria Nakano e del loro gin Kozue era quello di soddisfare il mercato giapponese e quindi, con un ragionamento logico, ci fa dedurre che agli amici giappo  piacciano di brutto sapori balsamici ed erbacei.

La produzione è abbastanza veloce, immersione di 24h in soluzione alcolica di tutte le botaniche (dalla più pesante alla più leggera, in questo modo gli aghi di pino creano una sorta di cappello mantenendo all’interno della cisterna tutti i sapori), poi una filtrazione a freddo con un mega colino ed infine un’unica distillazione che fa uscire un prodotto che si aggira intorno al 48/49%, salvo poi tagliarlo con acqua per raggiungere i 47%.

Kozue Gin

Il gin Kozue è quindi marcato da un forte sentore erbaceo dato dagli aghi di pino, un retrogusto lungo e speziato fornito dal pepe sansho e infine una dolce freschezza grazie agli agrumi tipici della prefettura di Wakayama.

Domanda: come lo beviamo sto benedetto gin?

In un G&T si consiglia una tonica abbastanza neutra, in Giappone addirittura lo bevono con della semplice soda, quindi evitate tutte quelle bottigliette scintillanti con diecimila aromi uno più strambo dell’altro, date risalto al gin e fine.

Kozue Gin

Ed evitate di comporre delle insalate come decorazioni. Scorza di limone e riga.

In un Martini sinceramente non lo metterei mai, questi “nuovi” gin che stanno facendo man bassa nel mercato sono preferibili in una miscelazione più composita: fizz, collins, mule e i vari giochini strani che fanno i mixologist per capirci.

A questo proposito faccio un ultimo accenno al buon Mirko, il capo barman del GinO12!

Kozue Gin

I baffi di Mirko. Dietro di loro potete scorgere Mirko che sorride.

Oltre ad essere sempre di una disponibilità disarmante ed avere dei baffi incredibili, Mirko stuzzica i palati dei vari milanesi imbruttiti con degli ottimi drinketti.

Per l’occasione ha creato il Bushido, con il nostro gin Kozue, un Kodakara yuzushu (non chiedetemi cosa sia, più tardi lo vado a trovare, glielo chiedo e aggiorno l’articolo), un tè genmaicha (come prima) e dell’oleo saccharum (questa la so: estrazione degli aromi di un frutto/altro attraverso lo zucchero).

Andate a trovarlo a bancone, merita!

Veloce conclusione: vorrei fare un applauso sincero al lavoro di Lorenzo, Maiko e Giorgio Maggioni.

Questi ragazzi sono anni che si sono innamorati della stupenda e complicata cultura giapponese, ed è solo grazie a loro che il panorama italiano sta aprendo finalmente gli occhi su dei prodotti incredibili che abbiamo sempre e solo bistrattato nel classico allyoucaneat di turno la domenica sera. Quindi, grazie.

Kozue Gin

Ed anche grazie alla sempre splendida Anastasia per le sue foto impeccabili! Seguila su instagram: art.amonova!

Io aspetto le 19 e vado a farmi un gin tonic da Mirko con un bel Kozue!

A presto!

Cheers!

AA

 

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