Long Island Ice Tea: lo svuotafrigo dei drink tra miti e leggende

By 17 Aprile 2021Cocktail

Dopo una lunga assenza dal blog dovuta al motivo che mi sono fatto gli affaracci miei (si sa, in quarantena siamo sempre molto occupati) rieccomi qui con uno splendido articolo su uno dei drink che ha fatto la storia della miscelazione moderna: sua maestà il Long Island Ice Tea.

Sarcasmo? A palate.

In una epoca non troppo lontana il Long Island veniva venduto a ettolitri alla volta (credo fu un antesignano dei moderni “pre-batch”) ma soprattutto la cosa più divertente non era tanto farlo, ma raccontarne le origini ai clienti estasiati.

Pare infatti che il Long Island Ice Tea abbia avuto origine negli anni del proibizionismo americano, periodo storico spaventoso al pari solo con il medioevo e quello attuale, in cui appunto non si poteva assolutamente somministrare bevande spiritose di nessuna forma o tipologia.

Fu proprio così che in quegli anni nacquero i celeberrimi “speakeasy”, taverne nascoste agli occhi dei più, in cui si preparavano e si bevevano cocktail rimasti poi nella storia della miscelazione mondiale.

Il detto “meglio un figlio in guerra che una birra per terra” non si era ancora diffuso in quegli anni.

Proprio in uno di questi speakeasy pare sia nato il nostro tanto amato Long Island Ice Tea.

Il motivo?

La combinazione di alcolici con limone, zucchero e coca-cola riusciva a creare un risultato finale al gusto di…Ice Tea per l’appunto.

E quindi di primo acchito analcolico e legale.

Immaginate questa scena: taverna fumosa, bancone per lo più al buio, avventori seduti su sgabelli sgangherati, tutti con in mano questa strabiliante bevanda, retata della polizia.

Immagine subito precedente ad una retata della polizia.

Il commissario (in questa scena me lo sto immaginando come Winchester dei Simpson) entra per ultimo e per accertare l’irregolarità della condotta dei presenti si avvicina ad un tavolo e assaggia con fare arrogante il drink.

“Iamm’ bell uagliò”

“Perbacco, ma questo è solo un tè freddo al limone, mi vogliate scusare per l’intrusione forzata, continuate pure a sollazzarvi, miei sobrissimi amici!”.

Lo speakeasy salvo, i clienti di più, gli sbirri con un pugno di mosche in mano.

Bene.

Questa favola l’abbiamo raccontata TUTTI nel nostro settore. E quando dico TUTTI, intendo TUTTI.

Qui ho dovuto mettere una foto a caso sennò la vostra attenzione sarebbe scemata.

Ma, per l’appunto, è una favola. Bella, per carità, ma pur sempre una favola.

Immaginatevi gli anni ’30 del secolo scorso: illegale produrre alcolici, illegale importare alcolici, illegale bere, illegale praticamente anche solo sorseggiare collutorio.

E nella nostra storiella i barman di allora, invece, riuscivano a reperire gin, rum bianco, triple sec e soprattutto vodka e li miscelavano addirittura con Coca-Cola.

Mao.

Le confutazioni potrebbero continuare per un pezzo, ma vogliamo arrivare al cuore della faccenda: se il Long Island Ice Tea non è nato negli anni del proibizionismo americano, quando diavolo è stata inventata questa ricetta?!

Secondo autorevoli fonti, il drink è nato negli anni ‘70 al OBI East di Hampton Bays dalla mente di Robert “Rosebud” Butt.

Un Robert Butt in splendida forma.

Ps. provate a chiedere a Google di tradurvi il cognome, coincidenze? Io non credo.

Tutto nacque, secondo la sua importante testimonianza su Youtube, da una gara che fecero al locale incentrata sul triple sec e su cosa poteva nascere da quel simpatico liquore all’arancia.

Seguendo le orme del sommo, la ricetta è questa:

Uno shot di vodka.

Uno shot di tequila.

Uno shot di rum.

Uno shot di triple sec.

Uno shot di gin.

Un niente di “sour mix” (che nostalgia).

Un goccio di Coca-cola “just to make the color”.

Tutto nel bicchiere e tanti saluti.

Vi consiglio vivamente di guardarlo fino alla fine. 

Possiamo dircelo, il Long Island Ice Tea è lo svuotafrigo dei drink.

Un mischione di roba a “cazzodicane” che, non si sa bene come, è pure bevibile.

I grandi dilemmi a riguardo sono sempre gli stessi: tequila sì? Tequila no? Shakerato? Costruito su ghiaccio?

Non mi dilungo, se volete scoprire tutti i segreti nella creazione di questo famigerato cocktail, e soprattutto renderlo potabile, vi lascio all’amico e collega Giovanni Ceccarelli che sulla sua pagina youtube vi illustra meglio la faccenda da un punto di vista nerd!

Buon Long Island Ice Tea a tutti, io vado a farmi un Gin Tonic ciao.

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