Masterclass of Antonio Lai @BulkMixologyFoodBar

By 16 Dicembre 2017Eventi

Buongiollo al pubblico femminile e buongiollo al pubblico maschile (cit. Luca Giurato).

Antonio Lai

News da terre lombarde: mi sono trasferito a Milano alla ricerca di nuove esperienze di miscelazione e di avventure!!

Proprio a questo riguardo volevo scrivervi di una stupenda masterclass a cui ho avuto l’onore di partecipare l’altro giorno, ossia quella tenuta da Antonio Lai al Bulk Mixology Food Bar di Milano.

Antonio Lai

Probabilmente questo nome non vi dirà nulla, magari per il fatto che il ragazzo viene da Hong Kong (dietro l’angolo insomma), però sono rimasto meravigliato dalla intraprendenza del suo lavoro e dalla fantasia utilizzata per la preparazione dei drink.

Mettiamo subito sul piatto che il buon Antonio (tipico nome asiatico, tra le altre) ha le quote di ben 5 (cinque) locali in centro ad Hong Kong, distanti tutti 10 minuti a piedi l’uno dall’altro e tutti super premiati per una ragione o per l’altra.

Ogni locale ha il suo concept e la sua specializzazione:

  • uno figura tra i 50 bar migliori al mondo, addirittura per il 5° anno di fila : il Quinary.
  • un altro è indirizzato invece esclusivamente verso il mondo del ginepro, con in bottigliera solo 130 gin, e lo ha chiamato Ori-Gin. Fighissimo.
  • Il terzo è invece un “classico” bar da hotel, ma non penso sia stile Overlook , a naso credo sia un pelo lussuoso, con un design ricercato e particolare. Antonio Lai
  • Visto che si annoiava ha deciso di aprire in società il VEA Restaurant and Lounge, in cui azzarda una delle cose più difficili di questo mondo: la combinazione tra piatti e drink (quelli bravi definiscono tutto ciò con il termine food-pairing). Scommessa decisamente vinta.
  • Il quinto non me lo ricordo, stavo troppo rosicando e ho smesso di prendere appunti.

Il concetto di fondo che Antonio Lai sfrutta in miscelazione è quello del Multisensory Mixology, che riprende a man bassa da un altro gigante del mondo del beverage: Dario Comini.

Se non sapete chi è Dario Comini, vergogna totale!

Multisensory Mixology, tradotto in italiano spiccio, vuole stare a dire che in un drink non deve esserci solamente il posto d’onore riservato al palato, ma che anche la vista, l’olfatto, il tatto ed addirittura l’udito hanno bisogno di soddisfazione in un esperienza a bancone.

Per arrivare a questa ambita meta, la ricerca che Antonio propone parte da tecniche di cucina molto avanzate, arrivando a studi scientifici degni del CERN di Ginevra, passando attraverso l’utilizzo di spume, gel, fumi e chi più ne ha più ne metta per provocare quello che lui stesso definisce l’effetto UAO del cliente.

Antonio Lai

Anche tentare di trasformarsi in Wolverine può portare al tanto agognato effetto UAO

E’ stato molto categorico durante la masterclass: per arrivare a certi risultati non devi per forza aprire un ipoteca sulla casa o iscriverti a ingegneria biomeccanica all’Università, ma semplicemente farsi furbi e adoperare utensili, bicchieri, attrezzi che solo il buon Paki sotto casa possiede.

Esatto! Proprio il paki sotto casa! Il discorso di fondo infatti è relativamente semplice:

-spese + introiti = + guadagno

+ guadagno + lavoro = titolare felice

Titolare felice = stipendi ed extra più alti

Antonio Lai

Tipico esemplare di un titolare felice. Sono in via di estinzione a causa degli imminenti cambi climatici.

Che bella vita che fanno ad Hong Kong.

Altro aspetto che Antonio ha sottolineato è quello della attesa del cliente.

Puoi utilizzare smoking gun (trad = macchina che produce fumo) o caramellizzare la sottoveste della nonna Giuseppina, ma non si può far aspettare un ospite 45 minuti per un benedetto drink.

Quindi organizzazione della propria station, tempi rapidi, ricette veloci e via a far uscire 5 drink in un minuto.

Come dicono qui a Milano: FATTURARE!!!

Anche il discorso bicchiere è stato molto interessante.

Utilizzare involucri strani, magari recuperati in qualche mercatino dell’usato (Ciao Julian, sto pensando a te), ha il duplice effetto di soddisfare il “senso” della vista, per tornare al concetto di multisensorialità, ma anche quello di sfruttare l’inevitabile fotina che il cliente scatterà e che pubblicherà sui vari Instagram, Facebook, Twitter eccecc.

Antonio Lai

Si può addirittura scoprire della esistenza di una BatGirl nel panorama dei supereroi mondiali. Incredibile.

Pubblicità gratis ragazzi! E’ il futuro!

Per concludere la masterclass non si poteva non bere, ed Antonio ci ha proposto i suoi vari cavalli di battaglia. Tutti parecchio strambi e tutti parecchio buoni.

Il suo fiore all’occhiello è certamente l’ Earl Grey Caviar Martini, con vodka Ketel One, Cointreau, sciroppo di fiori di sambuco, limone e succo di mela.

Il drink viene presentato ovviamente dentro ad una coppa Martini, ma in cima vediamo una spumona enorme che sovrasta tutto il drink. Come se non bastasse tra essa ed il liquido galleggiano piccole sfere gelificate che sul palato esplodono liberando sapori incredibili.

Antonio Lai

‘na spuma così manco in uno schiuma party di Ibiza

Altro drinketto che mi ha deliziato il pomeriggio è stato il Walk Above The Cloud a base Zacapa 23. Praticamente questo squisito rum viene invecchiato ad una tale altitudine che nemmeno le nuvole ci arrivano, e seguendo questo concetto Antonio ha creato una miscela con Zacapa, appunto, Rye Whiskey, Talisker, sciroppo di ananas e lime.

Tutto affumicato ad un legno alla vaniglia che ha pervaso per mezz’ora tutto il locale, proprio per riprendere la storia del distillato principale del cocktail. Paradisiaco.

Antonio Lai

La masterclass è stata veramente molto interessante, i partecipanti erano nomi altisonanti come Dario Comini (siete andati a documentarvi nel frattempo, spero), Mirko Turconi  (vincitore Diageo Reserve World Class 2017 per l’Italia, di stanza a Torino al Piano 35) ed il padrone di casa, ossia Mattia Pastori, nominato qualche ora dopo come miglior bartender dell’anno ai BarAwards di BarGiornale.

Tra l’altro grazie mille ragazzi per l’invito alla serata di gala per la consegna dei premi ma purtroppo avevo già preso un impegno in precedenza, sarà per la prossima.

Antonio Lai

In conclusione, a Milano non ci si annoia proprio mai!

Quindi… W Antonio Lai, W la multisensorialità dei drink ed W Hong Kong e il suo panorama di super locali!

Ps. Che son praticamente tutti di Antonio da quello che abbiamo capito.

Antonio Lai

Comunque questo drink è sconsigliato ad un pubblico munito di barba lunga per ovvi motivi.

A presto ragazzi!

Cheers!

AA

 

 

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