Old Fashioned, classico intramontabile

By 29 Marzo 2017Cocktail

Secondo drink a cui il mio fegato è molto affezionato prende il nome di Old Fashioned.

Drink più amato dai baristi tra le 19.00 e le 22.00 e più odiato tra le 22.00 fino a chiusura.

 

Old Fashioned

Immagine recuperata da http://www.liquor.com

 

Questo è perché ogni barista/bar tender/mixologist/global bar tender/barman/bar lady/ barrrrista eccecc SA che per fare un buon old fashioned ci vuole un solo ed unico elemento: L’AMMMORE.

Con la L e la A maiuscola, sia chiaro.

Il drink in questione ha una storia abbastanza semplice da raccontare: uno dei più nobili e raffinati cocktail degli ultimi secoli fu inventato in base alla necessità.

Il whiskey che veniva distillato in Kentucky nel tardo ‘800 non era quello che si sorseggia oggigiorno, risultava decisamente spigoloso e alcolico, conseguenza logica fu la necessaria diluizione e correzione attraverso l’aggiunta di acqua, elementi amaricanti e soprattutto l’utilizzo di zucchero.

Anche in questo cocktail la formula degli ingredienti è relativamente semplice: zolletta di zucchero, angostura, whiskey e ghiaccio.

Ma, sempre a parere del sottoscritto, è di fondamentale rilievo il fenomeno della DILUIZIONE (a riguardo vi obbligo a mettere tra le pagine preferite il blog di Giovanni Ceccarelli, vero guru del settore e che ha dedicato molti articoli interessanti sull’argomento).

Andiamo però con ordine: preparare un ottimo Old fashioned è come un rito. Un po’ pagano, ma pur sempre un rito.

Le luci si abbassano, tutti si fanno seri, il brusio cessa e il barman inizia la sua lenta e dolce sinfonia. Gli occhi di tutti i presenti gli sono addosso, la sua vanesia è alle stelle, la sua attrezzatura pronta a brillare e luccicare.

Procedura d’ordinanza:

Primo passaggio: recuperare un bicchiere Old Fashioned. Cioè rendetevi conto che per un drink hanno creato una gamma di bicchieri apposta. Ne avranno bevuti negli anni di questo drink, o sbaglio?

Old Fashioned

Questo è un bel bicchiere, per esempio. Se siete alla ricerca di oggetti di questo tipo, vi invito a consultare siti come Rg mania oppure Cocktail Kingdom

Secondo passaggio: per evitare di lanciare angostura ovunque tranne che nella zolletta, riporre elegantemente un fazzolettino di servizio sopra al bicchiere, collocare la zolletta di cui sopra in cima, e impregnarla ben bene della superba invenzione del dott. Siegert.

Accortezza: se utilizzate il fazzoletto un po’ macchiato di bitter per profumare il bordo del bicchiere, beh, potrei fare il salto del bancone e abbracciarvi forteforte.

Old Fashioned

Questi sono un po di bitter che si possono trovare in giro, qui siamo al Clandestino a Ferrara!

Terzo passaggio: zolletta bella intrisa di bitter sciolta in un goccino di soda, BEN SCIOLTA, ci si raccomanda .

Dopodiché si continua il rito dell’Old Fashioned aggiungendo il whisky (bourbon americano nel 99% dei casi) e il ghiaccio.

Io, personalmente, lo cerco di fare  in 3 step, ed è qui che entra in gioco il fattore vitale della DILUIZIONE: goccio di whisky e tre cubetti di ghiaccio e una lenta miscelazione.

Altro goccio di whisky e altro ghiaccio e altra lenta miscelazione.

Ennesimo goccino di whisky e ultimi cubetti, con annessa elegante girata di barspoon. (per farla un pelo più corta, guardatevi questo video di un Maestro totale)

Quarto ed ultimo passaggio: gli agrumi credo siano molto importanti in questo superbo cocktail: scorza di arancia e di limone. Strizzati delicatamente sopra e passati sul fianco del bicchiere, in modo tale che al cliente rimanga anche la mano stessa profumata di agrumi, è il top del top per la ottima preparazione di un Old Fashioned.

La ciliegina d’ordinanza è un po’ una gatta da pelare, perché le campane a riguardo sono molteplici: vi è chi odia le ciliegine fosforescenti e chi le adora. Consiglierei di procurarsene quando è stagione (fine primavera/inizio estate) e di conservarle sotto spirito per ottenere degli ottimi Old Fashioned.

Tutto sommato penso di avervi dato una idea del motivo per cui i baristi adorano cimentarsi con questo cocktail tra le 19.00 e le 22.00 e non più tardi quando si ritrovano gli ordini di 2 medie, 1 mojito, 3 capiroska, 1 manhattan, 3 old fashioned allo stesso tavolo.

Lì veramente vengono giù tutti i calendari del circondario.

Ma essendo barman, e non cuochi (non me ne voglia il settore), non possiamo lanciare padelle e dirne di ogni colore, ma sorridere e continuare a fare i galletti in mezzo al pollaio ( v.immagine sotto).

Old Fashioned

Tipico esempio di barman a lavoro

Come piace a me l’Old Fashioned:

A me personalmente piace decisamente di più con un Rye whiskey, un po più rude, un po più cowboy maledetto.

Se poi ci metti che fai pure il figo facendo capire che sei conscio dell’esistenza del rye whiskey allora è fatta.

Se si vuole proprio non badare a spese, un cucchiaino (come si diceva una volta, ossia l’anno scorso) di un bel whiskey torbato scozzese per dare quel tocco di profondità e di complessità al drink, beh, ci sta alla grande.

Varianti/modifiche su un Old Fashioned:

Come per il daiquiri le modifiche sono a portata di tutti, basta solo pensare alle componenti: la zolletta si può sostituire con qualche altro amenicolo zuccherino, l’angostura beh, non ve lo dico nemmeno e sui whiskey esiste l’imbarazzo della scelta.

Personalmente basta che non iniziate a shakerare o a fare altre diavolerie che mi rovinino il rito pagano dell’Old Fashioned e sicuramente tornerò a sorseggiare da voi uno dei drink più eleganti ed affascinanti della storia della miscelazione.

Cheers!

AA

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