Patrick Pistolesi e l’Irlanda tutta presentano: Jameson!

By 20 Marzo 2018Prodotti

Altro giorno, altra masterclass. E’ un lavoraccio, ma ci tocca.

A ‘sto giro abbiamo avuto l’onore di ascoltare un vero Jedi della miscelazione nostrana: Patrick Pistolesi!

Jameson

Il buon Patrick

Patrick è un collega mezzo romano e mezzo irlandese (oltre che mezzo sano e mezzo matto), che lavora da diversi anni con uno dei whiskey che più adoro, il Jameson.

Il Jameson è un whiskey irlandese, quindi senza torba, con una tripla distillazione e che viene maturato almeno per 3 anni in botti di Sherry e di Bourbon.

Jameson

Potrei finire qui l’articolo, ma il Jameson non è solo la raccolta di queste spicce informazioni, ma molto di più…

Infatti per far capire l’influenza di una determinata terra su quello che poi si berrà all’interno di un bicchiere, Patrick fa questo meraviglioso discorso che riciclo ogni volta che posso:

Siete mai stati in Scozia? E’ una terra bella grounge, piove praticamente 360 giorni all’anno, si mangiano interiora di capra avvolti in interiora di mucca, è il popolo di William Wallace e via dicendo.

Cosa berranno mai in Scozia quindi? Un Whiskey robusto, forte, speziato, salino e molto affumicato.

Jameson

Foto stereotipata della Scozia

Siete mai stati in Giappone? Cosa vi viene in mente pensando al Sol Levante (a parte il sushiallyoucaneat)? Ciliegi in fiore, giardini zen, tutti calmi e tutti tranquilli che se li sfiori prendono un coccolone dallo spavento.

E i loro whiskey sono esattamente così: equilibrati, senza sbavature, semplicemente (a tratti noiosamente) perfetti.

Jameson

Foto stereotipata del Giappone

In terre U.S.A. invece? Tutto veloce, tutto rapido, ci si alza al mattino e via a conquistare il selvaggio West.

Cosa berranno mai i nostri amici americani? Roba dolce, veloce da realizzare, senza tanti fronzoli e con un tasso alcolemico adeguato a fegati forti, di pronta beva: il Bourbon.

Jameson

Foto stereotipata degli U.S.A.

L’Irlanda non è da meno in questo simpatico panorama mondiale: è un Paese che fa più o meno 4 milioni di abitanti, un popolo di migranti perenni, credo abbiano più pub loro che tutto il pianeta messo assieme,  appena metti i gomiti a bancone iniziano mille chiacchiere tutti insieme.

E il loro whiskey è fatto esattamente per questo. Equilibrato, senza spigoli, pulito e morbido.

Il Jameson rappresenta in ciò la quintessenza del popolo irlandese: rotondo, armonioso, a tratti vellutato.

Jameson

Questo principalmente grazie a:

  • Una tripla distillazione all’interno di enormi alambicchi capaci di contenere migliaia e migliaia di litri
  • Uso sapiente di orzi maltati e non
  • Utilizzo di acqua purissima prelevata dal fiume vicino alla distilleria di Cork
  • Invecchiamento in botti di Sherry e di Bourbon

Proprio questa ultima caratteristica è quella che più esalta le proprietà organolettiche del prodotto: le botti di sherry e di bourbon in cui viene messo a fare un sonnellino il Jameson donano al distillato delle note di noci, fichi e di frutta secca nel primo caso e di miele e vaniglia per il secondo.

Jameson

Il prodotto finale risulterà al naso floreale, con sfumature del legno e si percepirà già una particolare dolcezza che rimarrà anche al palato.

Il gusto invece è speziato, vaniglioso, più altri mille aggettivi che solo un bravo sommelier può esternare, non certo il sottoscritto.

Infatti questo blog ormai sapete come è strutturato: sì, è diretto ad esperti del settore con bretelle e baffi lunghi, ma soprattutto si rivolge alla “gente comune”, che di note vanigliate di qua o di sapore di mandorlo in fiore non ne ha mezza.

La mia recensione sul prodotto quindi è: molto buono, di facile beva, perfetto per una persona che vuole avvicinarsi al mondo dei whiskey ma che non ha intenzione di partire con degli Islay torbati che ti attorcigliano le budella.

Inoltre è perfetto in miscelazione.

Piccola parentesi: l’azienda Jameson da un po’ di tempo si è organizzata in tutto lo stivalone d’Italia per radunare dei barman con i controc### per spargere il verbo irlandese ovunque. A parte Patrick hanno la fortuna di avere tra le fila Il Pano di Bologna (potrei dire nome e cognome ma credo che nessuno lo conosca se non come Il Pano, con la i e la p maiuscola eh) e Luca Manni di Firenze (lo sceriffo della contea, un saluto!).

Jameson

Luca Manni prima di andare a controllare le strade di Gotham City

Jameson

Il Pano, per gli amici “Il Pano”.

I ragazzi hanno inventiva da vendere, e creano drinketti a base Jameson ogni 3×2.

Il classico dei classici è unire Jameson con Ginger Ale e uno spicchietto di lime. Facile, veloce, indolore.

In un Boulevardier ci sta da Dio, con un bitterino simpatico per rendere tutto più unico è il top.

E in sourino non c’è lo mettiamo? Procuratevi uova in abbondanza in modo da far trasalire la maggior parte dei clienti e via di shakerate violente.

Jameson

Patrick che ci rifocilla con dei cocktailssss

Insomma, il Jameson lo abbiamo visto tutti e ovunque, ma la duttilità e la morbidezza del prodotto lo rende qualcosa di unico.

In conclusione W l’Irlanda ed W il Jameson!

A presto!

Sine Metu!

Jameson

 

 

 

 

 

 

Raccontaci la tua opinione!