La nuova e superba Drink List di Chez Nu!

By 14 Agosto 2019Locali

Sono in ferie, fa un caldo barbino, mi manca il Festivalbar, i tormentoni estivi son identici a quelli dell’anno scorso e quindi ne approfitto per scrivere a proposito della mia seconda meravigliosa drink list.

Diapositiva che ritrae un tipico Amedeo in vacanza.

Da Chez Nu, a Ferrara, mi hanno dato campo libero per poter sfogare tutta la mia insana follia alcolica, e questo ha scaturito la nascita di diversi drinketti che sono ormai leggenda.

Per fare un esempio: “Tentativo di dare dignità al drink Hugo” è stato così tanto ordinato che se lo avessimo tolto dal menù, il PIL italiano sarebbe sceso dello 0.3%.

E di questi tempi non ci pareva opportuno.

Ma quali sono i nuovi ingressi nella drink list di Chez Nu?

Iniziamo con un semplice ma efficace twist on classic su un Americano che, per l’amore sconfinato che provo nei miei confronti, ho deciso di chiamarlo AMEricano.

Prima o poi dovevo farlo.

“Salva uno spritz, ordina un americano”

Estratto di zenzero, campari, vermuttino e a colmare Chinotto.

Veloce da fare, veloce da bere. Toooop.

Rimanendo in tema aperitivo, ho poi puntato su un grande classico della miscelazione nostrana: il Bellini.

Creato nel 1948 da Giuseppe Cipriani a Venezia presso il celeberrimo Harry’s Bar, il Bellini rappresenta il non plus ultra dell’italianità miscelata.

Io l’ho reso solo molto più buono ed è stato chiamato “Tipo Un Bellini”. Vado forte con i nomi.

Ficcate dentro ad uno shaker una piccola parte di vodka, un pensiero di Aperol (OMG), del succo di limone, uno shrub alla pesca e qualche goccia di peychaud’s bitter.

Chiudetelo con un ottimo prosecco e via andare.

Ciao Giuseppe, insegna agli angeli a spremere casse di pesca a polpa bianca.

Diapositiva di un paio di Bellini presa in prestito dal sito di GialloZafferano.

Continuando la disamina della drink list, troviamo in una pagina del menù un gigantesco muso di un mulo…chissà di che cocktail stiamo per parlare…ma ovviamente del PIMP MY MULE!

Se non si fosse capito, sarebbe l’ennesimo twist su un moscow mule.

Shrub al lampone (ho scoperto che se tiro gli sciroppi a shrub durano molto di più, così lavoro di meno, “tutta testa come i pescegatti”), vodka, limone, gocce di grappa barricata e, ovviamente, ginger beer.

Non chiedetemi perché ma l’abbinamento lampone e grappa funziona alla grande.

Altra diapositiva che ritrare un Amedeo intento nella tecnica dello “sciacherare”, come dicono in U.S.A.

Ultimo cocktail di cui parlerò è il NO PAIN NO GAIN.

Dovete sapere che nell’ultimo anno mi è venuta la fissa del Crossfitt, e ogni 3×2 urlo a caso “no pain, no gain” per fare il fenomeno.

Il drink in questione non c’entra assolutamente nulla con quella attività fisica distruttiva inventata negli stati americani, però suonava bene.

Diapositiva che raffigura essere umani che non si vogliono poi così tanto bene.

In pratica sarebbe un Penicillin: base Black Label whiskey, una lavorazione di miele / tè a caso preso dal paki di fiducia / zenzero, limone, bitter vari&eventuali.

Vabbè non si sarà capito una fava, però il risultato finale è un cocktail a base whiskey fresco, estivo e di pronta beva.

La didascalia sul menù riporta: “Un viaggio estivo in Scozia: pioggia, freddo, insetti e tanto whiskey. Come superano la cosa gli abitanti? Non la superano, loro il clima se lo bevono.”

Diapositiva a caso di un posto a caso in Scozia.

Comunque, non son mai stato in Scozia né in estate, né tantomeno in inverno, quindi ho sparato a caso.

Spero non me ne abbiano.

Come sempre spero che la mia modestia sia trapelata attraverso questo veloce articolo.

Vi aspetto da Chez Nu in quel di Frarà!

Maial!

(esclamazione tipica locale per rappresentare stupore/meraviglia/disgusto/incredulità/cosìacasoinunafrase)

PS: LE FOTO BELLEBELLEINMODOASSURDO ME LE FA UN RAGAZZO CHE POTETE TROVARE SU IG COME “CARRHATI”!

Raccontaci la tua opinione!