Sixième Bistrò: abbinamenti audaci e barlady con gli attributi

By 22 Agosto 2018Locali

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…poi in privato ci mettiamo d’accordo per la somma da girarvi…

Cooomunque….come va? Sempre dubbiosi su dove andare a bere un buon drink stasera?

Ma ci sono qua io appostaaa!

E quindi taaaac: Sixième Bistrò, Milano!

A sto punto posso svelarvelo, nella mia testolina malata ho sempre quei 5 locali su cui posso fare sempre affidamento per bere un cocktail fatto a regola d’arte nella città meneghina.

Uno di questi famosi 5 è proprio il Sixième Bistrò, dislocato a pochi passi dalla Darsena, in cui dietro al bancone possiamo vedere all’opera la barlady Caterina Clausetti!

Però se la chiamate così non si gira, urlate un generico CAAAAT ed è tutta vostra.

La Cat mentre fa la bulla fumatrice

Il locale è fuori dall’ordinario: infatti è una specie di mega fusione tra un cocktail bar, un ristorante seguito dal grande chef Giacomo Montelli, una galleria d’arte in perfetto stile milanese e una boutique dedicata a fiori, piante, eccecc.

Però noi di cucina non ci capiamo una mazza, di arte e design ancora meno e il mio pollice verde si ferma ad annaffiare il basilico fuori dalla finestra.

Quindi concentriamoci decisamente sul bar.

Varcando il grosso portone ci si addentra immediatamente in un cortile molto curato, con piante tropicali, sedute ricercate dove potersi godere un pelo di fresco in questa estate torrida (per farvi capire la “situa”, l’immobile prima era un ex monastero del Cinquecento, meravigliosamente ristrutturato).

Immagine presa in prestito dalla pagina instagram di CarolBik! Grazie di tutto!

Ad ogni modo partiamo da questo presupposto:  la Cat è fuori come un balcone.

Riesce a combinare delle playlist musicali stupende insieme a dei drink spettacolari, aggiustare frigoriferi e nel mentre fare i carichi dietro a bancone per la settimana successiva. In tutto ciò sbraita, urla, organizza, intrattiene i clienti e ha sempre una parola gentile per tutti.

La miscelazione della Cat è a dir poco particolare: cercando di spiegarmi in lingua italiana, la bar lady di via scaldasole 7 unisce prodotti alla portata di tutti, ma che nessuno avrebbe mai avuto il coraggio di combinare assieme.

Quando guardi il menù la prima cosa che ti viene in mente è una sola: ma che cavolo si è fumata ieri sera?!?

Poi quando bevi un sorso dal drink scelto nel menù si esclama un classico e liberatorio:

“cazzo ma è veramente buono!”

Non voglio indugiare oltre, vi stuzzico la fantasia con qualche drinketto che ho avuto il piacere di farmi preparare quando ci sono stato ormai qualche mese fa.

Per aprire bene la bocca dello stomaco in un periodo afoso come questo è stato scelto un NEGRIL.

Come potete notare la Cat va pazza per le decorazioni, dopo un po’ bisogna fermarla perchè esagera.

Non è nient’altro che un classico Bloody Mary, ma con delle “piccole” variazioni come l’utilizzo di un Rum scuro, di latte di cocco e di polvere di acciughe. Sbarabarabam.

Momento cultura: nei meravigliosi Caraibi è usanza fare tante preparazioni come questa, unendo l’acido del succo di pomodoro con un fresco latte di cocco, acciughe e altre spezie diffuse in loco.

Il drink si presenta estremamente bilanciato (e con questi ingredienti, vi assicuro, non è facile per nulla), con tonalità caraibiche ed estive molto accentuate, un equilibrio tra dolce e salato che rende la bevuta assai intrigante.

Cercando di seguire un filo conduttore (abbandonato poi immediatamente) tra i drink, si è proseguito con un POSITANO.

Questo drink riassume in toto la miscelazione della Cat: Vodka infusa al basilico e acqua di pomodoro. Stop.

Sta cosa di usare Paint quando non ho le foto dei drink mi piace un sacco.

Ma per l’infusione come procediamo? A freddo? A caldo? Una infusione reverse (se vuol dire qualcosa)? Usiamo dei sonicatori prestati gentilmente dal CERN di Ginevra?

Nulla di tutto questo: prendi delle benedette foglie di basilico e ficcale dentro ad una bottiglia di vodka. Assaggia. Quando decidi che è pronta travasa con un colino e il gioco è fatto.

E l’acqua di pomodoro? Uuuuuh very difficult!

Estrazione (con un estrattore, chi lo avrebbe mai detto) di un pomodoro. Poi passa tutto attraverso fogli adatti per filtrare i liquidi (hanno un nome specifico ma non me lo ricordo mai), e tallà l’acqua di pomodoro.

Di una semplicità disarmante, questo Martini drink sui generis è di una delicatezza incredibile, con un profumo mediterraneo intenso, stuzzicante a tal punto che ti fionderesti su uno spaghetto al pomodoro dopo 3 secondi averlo finito.

Come dicevo il filo conduttore si è ormai fatto benedire, e si è proseguito nella degustazione con L’ILE-ROUSSE.

Questo non potevo perdermelo: è un drink con un ghiacciolo dentro.

Avrei optato per un Calippo, ma anche così va bene dai.

Anche qui gli abbinamenti sono belli assurdi, io ve li elenco, poi le opzioni sono 2: o vi fidate o vi prendete su e lo andate ad assaggiare, non posso mica fare tutto io d’altronde.

Qui vediamo della vodka, limone e zucchero d’ordinanza, basilico (che va alla grande ultimamente), succo d’ananas, pastis e per chiudere il drink niente meno che birra Menabrea.

E per non farsi mancare niente, un ghiacciolo all’anice all’interno.

Ok, siete sconvolti, vi capisco, fate un respirone e non preoccupatevi, succede a tutti.

Il drink come al solito sorprende le papille gustative: fresco, bilanciato, divertente.

Passando di palo in frasca si è concluso il giro alcolico con un aperitivo.

Ottima idea Amedeo. Solo applausi.

FORTE DEI MARMI è il tipico drinketto del milanese medio, che racchiude tutte le eccellenze alcoliche della Lombardia.

Anche in questo caso, cari lettori, si può notare l’eccellenza creativa della Cat nel decorare un drink. Maestria allo stato puro.

Abbiamo un milanesissimo Rabarbaro zucca, un milanesissimo Brancamenta, un milanesissimo gin (scherzo) e una milanesissima palla di ghiaccio al Campari.

La descrizione del drink è perfetta quindi la ripropongo paro paro: “come a un milanese, dategli tempo, cambierà e vi sorprenderà”.

Devo ancora incontrare un milanese in sta città, appena lo trovo vi aggiornerò.

Concludo sennò scrivo i soliti romanzi.

Anche in questo caso la foto l’abbiamo presa dalla pagina instagram di ChiaraDalBen!

Grazie Chiara, hai fatto Del Ben! (battuta squallida, perdonatemi)

Al Sixième Bistrò potete trovare queste piccole cose, che secondo il mio umile parere sono le cose più importanti da trovare in un locale:

  • si sta bene.
  • I drink sono buoni.
  • I ragazzi sono affiatati.
  • L’arredamento, le luci e le sedute sono perfette.

Mi ripeto:

Possono sembrare cose banali, ma trovare l’amalgama tra questi elementi non è facile, e grazie all’esperienza della Cat e da un gruppo di giovani professionisti veramente in gamba il Sixième Bistrò si presenta a Milano come uno dei miei locali preferiti.

Good Job Guys!

La reazione dello staff quando hanno saputo che stavo scrivendo l’articolo su di loro. Grazie ragazzi, vi voglio bene anche io!

Ps. Mi sono dimenticato di una cosa figherrima. Ad ogni drink del menù, la Cat associa un brano musicale con cui accompagnarlo. Cioè, dai, di cosa parliamo! Top!

Cheers!

AA

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