Surfer’s Den: il nuovo menù!

By 31 Maggio 2018Locali

La primavera, l’estate, il sole, le rondini, i fiori.

Surfer's Den

Foto di una primavera normale

No, non a Milano.

Qui la stagione più bella dell’anno si vive con smog, nuvole, temporali ogni giorno alle 18.35, piccioni e ancora smog.

Surfer's Den

Foto di una giornata primaverile a Milano normale

Unica isola felice, in cui la primavera dura tutto l’anno, è quell’angolo del capoluogo lombardo denominato Surfer’s Den.

Non sto qui a raccontarvi tutta la storia del locale perché sulla miscelazione di Yuri Gelmini, e sulla atmosfera che si vive varcando il cancello di Piazza Caduti del Lavoro 5, sono già state ampiamente descritte in un precedente articolo (clicca qui se vuoi recuperare le puntate precedenti).

Oggi vi parlerò invece della nuova drink list che ha sparato fuori Yuri per i prossimi mesi!

Surfer's Den

Perfect Serve

In primis lo ringrazio veramente di cuore. Finalmente un locale chiama l’umile e modesto blog amealbar per farci scrivere sopra un articolo! Grazie! Circondato dai colleghi di Blue Blazer, Mixer Planet, Zero MilanoShane Eaton (che praticamente è una istituzione in questo campo) eccecc mi sentivo un po’ piccolino, però DAJJE.

La location è completamente cambiata: dai piccoli tavolini interni ci si sposta nel giardino incantato all’esterno. Fiori, fiori, fiori e ancora fiori.

Surfer's Den

Il meraviglioso giardino del Surfer’s Den

Milano, il suo smog e i suoi piccioni malevoli sembrano a kilometri di distanza.

Il piccolo bancone su cui spadroneggiava l’imponente Yuri si è spostato fuori, con una bottigliera alle spalle piena di chicche pronte da degustare e da miscelare.

Per il resto è tutto uguale: passione per il proprio lavoro, studio imponente alle spalle, amore per la natura e per i fiori in particolare, occhio di riguardo ad ogni cliente che si accomoda al locale ma soprattutto le innumerevoli chiacchiere in cui ti trascina Yuri. Potrei stare un mese intero a parlarci e non mi annoierei mai.

Finite le smancerie, passiamo al sodo.

Surfer's Den

Specchi psicologi

La presentazione, come dicevo pocanzi,  è avvenuta con i migliori giornalisti del settore e fotografi super pro come la mia amica Anastasia Artamonova, che da come avrete intuito non proviene esattamente da Quarto Oggiaro ma dalla Sacra Madre Russia, in cui le hanno insegnato non solo a bere vodka come una Cosacca, ma anche a fare delle foto iper fighe che vedete in questo articolo.

Surfer's Den

Anastasia immortala in una giornata di primavera, non a Milano

I drink presentati nel pomeriggio sono un corollario di una più complessa visione di Yuri su come deve essere intesa una esperienza nel suo locale (aggiungo io: in tutti i locali): condivisione, chiacchiere, gioco, risate e sollecitazione di quella cosa meravigliosa chiamata curiosità.

A questo proposito basti pensare che ad ogni gruppo di clienti che si siederà presso il Surfer’s Den verrà messa al centro del tavolo una scatola verde smeraldo, al cui interno si troveranno 12 carte pieghevoli (uno dei drink è fuori menù), meravigliosamente illustrate da Bianca Maria Fiorentino (la trovate su instagram scrivendo bianchi.effe).

Surfer's Den

Una foto ad una foto di Bianca

Aprendo questi “cancelli”  si potranno osservare i nuovi cocktail pensati da Yuri e da Irene, ma la figata sta proprio nel concetto di condivisione: non si starà zitti per un quarto d’ora buona immergendosi in un menù, senza più parlare con gli altri “commensali”, ma si dovrà per forza interagire, scambiandosi questi mini menù e ragionando insieme su cosa si degusterà al Surfer’s Den.

Surfer's Den

La scatolina che vi aspetta al Surfer’s Den

La linea di collegamento che si è voluto seguire per questa nuova drink list sono i sensi delle piante.

Le piante hanno i sensi esattamente come ogni altro essere vivente: olfatto, gusto, vista, tatto, movimento ecc. Ovviamente a modo loro. Quindi sconsiglio la continuazione della lettura a vegani&vegetariani&respiri ani&via dicendo.

Dettagli al Surfer’s Den: qui magari non leggete bene, ma è un memoriale sul defunto Mojito, diciamocelo, ha rotto il cazzo.

Ogni drink è dedicato ad una pianta assurda (esempio: la fior di vespa, comunemente detta ophrys apifera, i suoi giochini da vera str### li potete leggere qui!) ma anche al libro di Italo Calvino “Le città invisibili”, proprio per la connessione tra l’invisibilità dei sensi dei vegetali e il testo scritto da uno dei maestri della letteratura italiana.

Tutte queste piante, con le loro particolarità, vi verranno illustrate AMPIAMENTE da Yuri al primo vostro accenno di interesse. Però, cortesemente, evitate quando il locale è stracolmo di gente che ordina 348 drink al secondo!!

Surfer's Den

Il menù, il mio taccuino, il mio cellulare, le mie mani tozze

Il primo drink che abbiamo assaggiato (legato al senso del “movimento”) è stato “Il viaggio dell’erba impaziente”, che suona tanto come un sequel del film Blow con Johnny Depp, ma è invece un drink con base Cachaca, a cui viene aggiunto un liquore alla liquirizia (scioglilingua importante) dei fratelli Vena.

Surfer's Den

“Il viaggio dell’erba impaziente”

La parte dolce viene apportata da un miele di bosco nero (altra passione di Yuri, avere sempre un miele più strambo dell’altro su cui poter giocare con le varie fragranze e sapori) e la parte acida dal lime.

Il drink viene servito poi con una crusta di sale di Camargue (chiamato anche “il Caviale dei Sali” per la sua bontà e mi sa anche per il suo costo).

Surfer's Den

Tanti “viaggi dell’erba impaziente”

Il drink si presenta molto fresco, adatto per le agognate temperature che dovrebbero arrivare a Dio piacendo, con un gusto molto lungo e persistente dato dalla liquirizia.

Se devo per forza trovare una pecca suggerirei a Yuri di bordare solo metà bicchiere di sale come si fa normalmente con il Margarita! Spero di non ricevere una pacca sulla schiena quando lo rivedrò stile chef Cannavacciuolo.

Secondo cocktail che abbiamo avuto l’onore di degustare in anteprima è il “Les Enfants Verts”.

Surfer's Den

“Les Enfants Verts”

Qui possiamo assaggiare un ottimo mezcal che si sposa molto bene con un Farmily 2017 (prodotti dalla Flavio Angiolillo inc.) e con un liquore allo zafferano.

Come parte soft, invece, è stato utilizzato una purea di avocado, che da quello che vedo da qualche mese a questa parte è il frutto preferito di ogni milanese che si rispetti. Non sto scherzando, credo ci siano più avocadi qui in Lombardia che in Messico.

Surfer's Den

“Les Enfants Verts” in bilico su una panca

Devo dire che ero un po’ scettico all’inizio, ma mi sono subito ricreduto dopo il primo sorso. L’avocado, bilanciato sapientemente con del lime, dona al drink tre cose secondo il mio umile parere:

  • Gusto rinfrescante
  • Vago sapore vegetale
  • Una meravigliosa texture, vellutata e morbida sulle labbra (minc### se son tecnico ragazzi)

Il drink viene poi concluso con una crusta di polvere di chili sul bordo bicchiere che riprende in pieno il sapore deciso del mezcal. Ne prendi uno, chiudi gli occhi, fai un sorso e sei a Guadalajara in un istante.

Terzo ed ultimo drink della giornata è stato intitolato “Le 90.000 estati di Pando”.

Surfer's Den

“Le 90.000 estati di Pando”

Il cocktail è un twist su un classico internazionale come il Daiquiri (Cos’è il daiquiri? Qual è la storia del daiquiri? Hai altre domande a cui non sai dare risposta? Beh insomma prenditi 5 minuti e leggiti il mio articolo dedicato a questa fantastica bevanda, clicca qui!).

Nel drink del Surfer’s Den vediamo l’uso di un classico ed intramontabile rum bianco classico, lime, uno zucchero di cocco e dello yogurt alla banana!

Questi sono le classiche invenzioni di Yuri a cui ci ha abituato: cocktail bilanciato, con un sapore pieno e deciso, senza tanti fronzoli ma con un equilibrio che sfiora la perfezione. Se posso sottolineare un difetto di questo drink è che all’interno del bicchiere ce n’è troppo poco. Questo, giuro, lo berrei anche al mattino appena sveglio.

Surfer's Den

In conclusione posso solo confermare che la miscelazione di Yuri è una delle mie preferite in assoluto: scordatevi prodotti fermentati, spume create con sonificatori, strani frutti provenienti dall’estremo oriente.

Al Surfen’s Den berrete ottimi cocktail, studiati e ragionati per settimane e settimane, creati per raggiungere un sapore preciso e per farvi affiorare ricordi lontani.

Ps. Ci tenevo molto a ringraziare Anastasia, che ha contribuito all’articolo con le meravigliose foto che avete visto! Dato che non sapevo bene come poterla presentare, le ho chiesto se mi faceva una mini bio da scrivere qui, e questo è il risultato:

“Anastasia Artamonova, classe 1993, graphic designer specializzata nella creazione dei brand e fotografa food&beverage. Vive a Milano da quasi 6 anni, ha una cotta per il mondo del bartending, della mixology e della colazione italiana, ama Tarantino e la musica balcanica, ma soprattutto normalmente non parla di sé in terza persona.”

Direi in perfetto stile amealbar! Grande!

A presto con nuovi e mirabolanti racconti alcolici!

Cheers!

AA

 

 

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